Le Iene, la satira e la diffamazione

maicolengel butac 6 Nov 2014
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Ne avevamo parlato la settimana scorsa in occasione della notizia falsa su Teo Mammuccari arrestato per cocaina. Ieri, le Iene ci hanno regalato un servizio dedicato che sarebbe il caso tanti di voi guardassero. Il protagonista principale  è il nostro amico Ermes Maiolica, autore della bufala sull’arresto.
Il servizio parte con interviste al papà di Mammuccari e prosegue con “un’intervista” al direttore del Giornale, “che di diffamazione ne sa qualcosa”. Si parla di normative e leggi, ma voi sapete bene che contano poco, anzi pochissimo: la diffamazione è un reato quando si colpisce qualcuno direttamente e quel qualcuno reagisce con una denuncia.
Sinceramente, intervistare proprio il direttore di una testata la quale da tempo fa costante DISINFORMAZIONE, specie in campo medico e politico, dimostra la poca onestà intellettuale del servizio.
La testata giornalistica che sostiene un blog come quello di Gioia Locati, che difende il Metodo di Bella e porta alla ribalta personaggi dubbiosi e truffaldini; gente che “cura” senza avere le carte per farlo. Stiamo parlando di un giornale che coglie l’occasione per disinformare alla grandelocati dottore scie chimiche il Giornale
Perché non parlarne? Perché è meglio stare zitti. Glissa come una farfalla, pungi come un’ape: chi denigra quel modo di fare giornalismo è “gentaglia”. Parola di Sallusti. Forzando un po’ il ragionamento, NOI sbufalatori siamo gentaglia. Loro, che spacciano GRAVE disinformazione medica, sono invece Giornalisti con la “G” maiuscola.
Ma mi faccia il piacere, mi faccia: vergognatevi un pochino.
Le Iene sono fatte così: loro raccontano storieben se ne guardano dal raccontare il dimostrabile. Quando fanno cattiva informazione, i giornali e le stesse Iene la fanno girare PEGGIO di quanto è in “potere” al buon Ermes. Trovo che Ermes non abbia fatto nulla di male. Ha dimostrato alle stesse Iene il potere dei mezzi di comunicazione, e la necessità di usarli con criterio; ha dimostrato che non solo hanno mezzi per diffondere fuffa – vedi Stamina ad esempio, o le varie fuffate sui vaccini, e su OPPT – ma che oggi TUTTI possono subire la scure disinformativa del web. C’è solo da imparare da queste cose: bisogna migliorare l’informazione, fare ricerche, ammettere gli errori; non si dovrebbero solo “raccontare storie”, ma fatti comprovati.
Dopo questo scherzetto, dite che impareranno? Non credo proprio. Loro continueranno la loro caccia a senso unico dettata da una solo logica, quella di mercato: non c’è alcun interesse nel fatti, ma solo a quanto faccia share per raccogliere soldi dalla pubblicità – dopotutto, è un programma di punta. Poco importa se qualcuno si trovasse a seguire consigli e indicazioni suggeriti da questo di manipolo di falsi giornalisti, e si facesse male.
Il colmo lo ha raggiunto la Toffa quando gioca la carta dell’emozione:

La gente ci crede! Capisci che puoi ledere una persona…

Toffa perdonami, ma vaffanculo. E certo che la gente ci crede! “L’han detto alla TV o sui giornali, allora è vero!“. E indovina chi aiuta a rinforzare questa idiozia?
Infine, Mammuccari rincara la dose.

Anche voi, a casa, non credete a tutte le cose Internet, a tutte queste cose… bufale, non credete alle bufale….

per poi degenerare in una gag che dovrebbe essere simpatica – lui che si sniffa 18 chili di farina. A me non ha fatto ridere, perché mancava la frase più importante:

Voi a casa, NON CREDETE ALLE IENE, perché raccontano SOLO storie.

 

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