Nelle ultime settimane le segnalazioni in merito al Coronavirus CoVid-19 sono state davvero tante. Arriva di tutto, dall’audio WhatsApp ricevuto dall’amico cinese del cugino della suocera, ai post social con pochissime interazioni. Davvero di tutto. Una serie di segnalazioni che ritengo vada evidenziata è quella che riguarda i post o gli articoli dei tanti influencer della rete. Poco importa che siano personaggi davvero famosi o solo soggetti con un largo seguito senza che i più li abbiano mai sentiti nominare. Quando si hanno più di diecimila follower si hanno anche delle responsabilità nel verificare ogni informazione che si diffonde.

Ho molti amici che seguono Frank Merenda, l’inventore del metodo Merenda per diventare abili venditori. Alcuni di loro sono rimasti sorpresi nel vedere nel suo gruppo facebook un post che riporta le parole di Giulio Tarro:

 

[Parla Giulio Tarro, allievo di Sabin e selezionato come Virologo dell’Anno dalla IAOTP International Association of Top Professionals. Nel 1978 fu il virologo che scoprì la causa del cosiddetto “male oscuro di Napoli”, isolando il virus respiratorio sinciziale nei bambini affetti da bronchiolite. Grande ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica]

“Care Mamme e cari Papà,
la sintomatologia di questa sindrome respiratoria da coronavirus viene considerata moderata per la maggior parte dei casi come un semplice raffreddore, che può però approfondirsi a livello bronco polmonare e dare una polmonite “mite”, secondo il centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, dichiarazione effettuata a fine febbraio dopo l’osservazione di circa 90mila casi.

Il rischio rappresentato dal COVID-19 è sostanzialmente uguale a quello delle tante epidemie influenzali che si registrano ogni anno senza per questo provocare scalpore.

Veramente, nel 1973, quando scoppiò il colera a Napoli, al di là di qualche folkloristica “barricata”, notai soprattutto confusione che avveniva in una città certamente preoccupata, ma che non vedeva l’attuale arrembaggio dei supermercati da parte di persone che, evidentemente, temono di dover morire di fame.

Panico generalizzato invece nel 1978 durante la malattia che colpì per lo più i bambini tra uno e due anni di vita affetti da bronchiolite, anche per sciagurate diagnosi e terapie, che cominciò a trasformarsi sui giornali in una epidemia di male oscuro che terrorizzò la popolazione finchè io scoprii il virus respiratorio sinciziale che la provocava.

Adesso facciamo un esempio. Ogni anno muoiono in Italia circa diecimila persone (per lo più anziane o affette da qualche patologia pregressa) per virus influenzale.

La cosa non fa notizia, soprattutto perché queste morti sono disseminate in tutto il territorio nazionale. Immaginiamo ora che tutte le persone a rischio vengano ricoverate in un paio di posti, magari circondati da giornalisti alla ricerca di qualche scoop.

La conseguente “epidemia di influenza che può causare la morte” spingerà innumerevoli persone (ogni anno sono colpiti da sindrome influenzale circa sei milioni di Italiani) a pretendere analisi ed una assistenza impossibile ad ottenere. Intanto dobbiamo staccare la spina ad una “informazione” ansiogena e ipocritamente intrisa di appelli a “non farsi prendere dal panico”. E questo, soprattutto, per permettere alle strutture sanitarie interventi mirati.

Quali questi debbano essere non mi permetto qui di suggerirli in quanto, nonostante lo sfascio del Sistema Sanitario Nazionale, abbiamo ancora in Italia ottimi esperti. L’importante è che siano lasciati in grado di lavorare. Bisogna considerare che oltre il 99% delle persone che vengono contagiati dalla malattia guariscono ed i loro anticorpi neutralizzano il virus e possono pertanto essere utilizzati per i contagiati più gravi.

Come prevenzione si suggerisce quanto già conosciamo per raffreddore ed influenza: frequente ed approfondito lavaggio delle mani e del viso, coprirsi con il gomito da tosse e starnuti, anche con mascherine ad hoc, stare a casa se ammalati, richiedendo l’immediato intervento sanitario se intervengono difficoltà respiratorie.

Le prospettive a questo punto dipendono dal comportamento epidemiologico tipo prima SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), esaurendosi e rimanendo una zoonosi nella provincia di origine oppure dando luogo ad epidemie sporadiche come la MERS (Middle East Respiratory Syndrome) e l’influenza aviaria relativamente per pochi individui ovvero, infine, diventando una virosi respiratoria umana stagionale come nel caso dell’ultimo virus influenzale della suina 2009 o degli altri coronavirus regionali meno aggressivi.

Da medico virologo una ultima considerazione: Oggi l’ansia di una intera popolazione si sta concentrando su come tenersi alla larga da questo maledetto virus. Nessuno o quasi riflette che noi, in ogni momento, siamo immersi in un ambiente saturo di innumerevoli virus, germi e altri agenti potenzialmente patogeni.

E in questi giorni, quasi nessuno ci dice che se non ci ammaliamo è grazie al nostro sistema immunitario il quale può essere compromesso, – oltre che da una inadeguata alimentazione e da uno sbagliato stile di vita – dallo stress, che può nascere anche dallo stare in spasmodica attenzione di ogni “notizia” sul Coronavirus regalataci dal web e TV.

Non vorrei quindi che questa psicosi di massa faccia più danni dell’ormai famigerato Covid-19. Care mamme e cari papà confido nel vostro buon senso e nel vostro amore per i figli.”

Prof. Giulio Tarro

Già dall’introduzione iniziale abbiamo un problema, si parla di Tarro come miglior virologo al mondo in un anno non specificato, titolo che gli sarebbe stato assegnato dall’International Association of Top Professionals. Ve la ricordate? Ne ha parlato maicolengel un anno fa:

…di onorificenze farlocche è pieno il mondo, esistono centinaia di associazioni che inviano a potenziali candidati la notizia della candidatura a qualche premio. Unita alla candidatura c’è sempre una richiesta monetaria allegata, che serve per coprire le spese dell’evento.

Nessuno vuole mettere in dubbio le competenze del Tarro e il suo testo vuole tranquillizzare i lettori, vuole dir loro di non preoccuparsi più di tanto per la Covid-19, ma nel farlo rischia di esagerare. Cosa decisamente sbagliata in questi giorni. Cose molte simili Tarro le sta ripetendo da giorni, come potete vedere anche in quest’intervista tv:

 

Nel riportare i numeri qui fa qualche “lieve” errore: lui parla di 90mila contagiati, e di una mortalità in Cina del 2,5%. Ma il conteggio dell’OMS parlava di 98mila contagiati e una mortalità superiore al 3,6% in Cina il 6 marzo. Sia chiaro, fino a che non avremo un’effettiva riduzione dei nuovi casi sarà inutile fare stime. Solo avendo ben definita l’entità del problema è possibile capire veramente i numeri. Chiaro che l’intento sia evidentemente di tranquillizzare, ma arrotondare verso il basso secondo la propria volontà è fare cattiva comunicazione e col senno di poi – essendo di più di dieci giorni fa – vediamo che in Italia i dati ci parlano di una mortalità molto più alta, al momento in cui scrivo è sopra il 6%.

Giusto tranquillizzare la popolazione, sbagliato è farlo minimizzando il problema, facendo passare come più grave la preoccupazione che la malattia stessa. Rimanendo nell’ambito degli influencer che farebbero meglio a parlare di altro, impossibile non citare il tanto garbato Sgarbi, che oltre a cadere nella categoria è anche un senatore, perciò responsabilità doppia. Ma anche Elisabetta Franchi ha voluto dare il suo importante contributo alla confusione totale suggerendo acqua all’ozono:

“Dicono che l’ozono fa bene. L’ho sempre detto che fa bene agli organi e alla pelle, infatti me lo prendo anche in vena. Ma secondo un articolo, fa bene anche per il Coronavirus, perché avendo le cellule pulite lo tiene lontano”

Non si sa che articolo abbia letto, non si sa il medico cinese che sostenga quanto dica. L’ozono è da tempo conosciuto come disinfettante per superfici e ambienti e sì, si parla del suo utilizzo contro i coronavirus, ma:

According to results of the experiment on how ozone kills SARS virus conducted by the national P3 laboratory headed by Professor Li Zelin, ozone is effective in killing the SARS virus inoculated on green monkey kidney cells, realizing a killing rate of 99.22%. The virus found in Wuhan and SARS virus both belong to the coronavirus. Researchers found that the novel coronavirus is 80% similar to the SARS virus in their genome sequences. It is reasonable to predict that ozone is equally effective in preventing and controlling the new coronavirus.

Perciò si ipotizza che l’ozono possa essere efficace contro questo specifico coronavirus come lo sarebbe per quello precedente responsabile della SARS, e parliamo di sperimentazione su cellule di reni di scimmie. Tra questo e spararsi quantità a caso di ozono via endovena o via orale ne passa, e ne passa un bel po’. E come si può trovare su Thailand Medical News:

OZONE IS NOT TO BE USED TO TREAT ANY DISEASE OR BE CONSUMED OR INHALED IN ANY WAY AS IT IT IS DANGEROUS, IT IS ONLY USED TO DISINFECT AREAS

L’ozono non va inalato o assunto in nessuna maniera in quanto è pericoloso, e va utilizzato solo per disinfettare.

Quello che sembra sfuggire a chi pubblica online e ha migliaia o persino milioni di follower è che molti di questi sono persone confuse, in apprensione e non aspettano altro che gli venga proposta la formula magica per risolvere il problema, oltre all’inevitabile percentuale di pazzi furiosi pronti a saltare dal ponte a comando. Come per le vitamine, come lo sarà inevitabilmente per le solite sostanze naturali panacea di ogni male, la gente vuole qualcosa al quale attaccarsi per sconfiggere il nemico di turno. In un momento come questo gli influencer e in generale tutti i personaggi pubblici devono imparare a mordersi la lingua e trattenersi dal dare qualsiasi suggerimento che non provenga da fonti accreditate, come per esempio:

Seguire una dieta equilibrata, fare attività fisica, non fumare, non abusare di alcolici, evitare lo stress, esporsi il meno possibile allo smog e all’inquinamento sono tutti comportamenti virtuosi che riducono il rischio di malattie, fanno reagire meglio il nostro corpo nel caso di contagio; e questi, oltre ai mai troppo consigliati lavarsi le mani e non portarle al volto se non puliti, disinfettare le superfici, tenere le distanze dagli altri, limitare gli spostamenti sono i consigli che influencer e personaggi pubblici devono dare, e senza che questi vengano proposti come “soluzione finale”, bensì come buon principio per questa crisi e nuove buone abitudini per tutto l’anno. Se tutti facessimo sempre così quanti casi in meno di influenza ci sarebbero ogni inverno?

La speranza è che un po’ alla volta si perda l’abitudine di parlare a vanvera di rimedi miracolosi e che il buonsenso diventi il nuovo trend.

Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

neilperri @ butac.it

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