Quantistica, SCIO e casi clinici
Di nuovo troviamo il macchinario che Red Ronnie chiama affettuosamente Francesco al centro di supposte terapie per le patologie più disparate

Ci è arrivata una segnalazione un filo complessa, o meglio, non ci è stata segnalata una notizia, ma un intero sito, la Società Italiana di Medicina Quantistica. La domanda che ci ha fatto la lettrice è semplice:
Sapete niente di questa sedicente società di medicina quantistica? Sta aprendo una serie di policlinici quantistici e ha anche l’università quantistica (cui ci si iscrive versando 1000 euro non quantistici sul conto privato del medico)…
Letta la segnalazione siamo andati a visitare il link che ci era stato inviato, trovando un elenco di casi clinici che sarebbero stati trattati grazie alla medicina quantistica, anzi, a essere più specifici, a essere trattati grazie allo “strumento SCIO/Q9” che sarebbe uno strumento diagnostico terapeutico. Peccato che noi dello “strumento” ce ne fossimo già occupati in passato. Con più articoli, che oggi ci permettono di tracciare un pratico schemino, che serve a farvi capire come qui ci stiano prendendo un po’ in giro.
Dimentichiamo per un attimo la Società Italiana di Medicina Quantistica, e la SCIO/Q9.
Da EPFX a SCIO
Tutto parte da William Nelson, presentato come matematico, fisico e medico statunitense, già consulente della NASA. Nelson negli anni ’80 inventa un dispositivo chiamato EPFX, che secondo lui sarebbe in grado di diagnosticare e trattare di tutto, dal cancro alle allergie, sparando radiofrequenze contro il corpo. Nel 2007 Nelson viene condannato per frode negli Stati Uniti e si trasferisce in Ungheria, dove oggi vive sotto il nome di Desiré Dubounet, dopo aver fatto la transizione. Ne avevamo parlato in dettaglio in questo articolo.
Lui viene condannato per frode e cambia Stato e sesso, il macchinario da lui inventato fa qualcosa di simile: non cambia sesso ma nome, non più EPFX ma Scientific Consciousness Interface Operations System, per gli amici SCIO. Se traduciamo il nome del macchinario è già di suo tutto un programma: Sistema di Operazioni di Interfaccia della Coscienza Scientifica, che, come credo vi rendiate conto da soli, non vuole dire nulla. È un accozzaglia di parole che suonano scientifiche ma sono prive di senso compiuto. Questo è quello che in gergo si definisce “quantum washing”: metti insieme termini che evocano scienza e tecnologia e il gioco è fatto.
Ma torniamo al nostro SCIO. A febbraio 2024, sempre sulle pagine di BUTAC, il nostro RC se ne era occupato in occasione di un video di Red Ronnie, video in cui il macchinario era stato ribattezzato affettuosamente “Francesco”. Arriviamo a giugno 2024, quando siamo tornati sull’argomento segnalando un sito che lo proponeva come strumento diagnostico salvo poi scrivere, nella stessa pagina, che il dispositivo “non è utile in nessun modo per individuare e/o trattare patologie di qualsiasi genere”. A settembre 2024 ne avevamo riparlato perché lo stesso strumento era finito al centro di un’indagine penale: una sciamana era stata arrestata a Brescia dopo aver fatto sospendere le cure a un bambino di due anni malato di tumore.
Ora lo ritroviamo nelle mani della SIMQ, la Società Italiana di Medicina Quantistica, che lo usa – parole loro – per effettuare “diagnosi chiare e delineare piani di cura personalizzati e mirati” su tutti i propri pazienti. Sulle pagine della SIMQ vengono, come dicevamo, riportati dodici casi clinici in cui si sostiene che il macchinario SCIO sia stato risolutivo. Dodici casi che dovrebbero essere indagati dalle autorità, come già successo a settembre 2024 nel caso del bimbo malato di tumore.
I casi clinici
Cosa troviamo tra i dodici casi citati da SIMQ? Ci sono patologie di ogni tipo: un fibroma uterino, una prostatite cronica, problemi alla vista, sterilità, tunnel carpale, dermatite atopica, e poi c’è il caso che più ci ha colpiti: un ragazzo di 13 anni con dimagrimento progressivo e tremori invalidanti, sintomi che – come chiunque che abbia un minimo di cultura medica capirebbe – richiedono una valutazione neurologica pediatrica, probabilmente urgente. Invece, da quel che ci viene raccontato, viene trattato con lo SCIO.
La descrizione di ogni caso è sempre la stessa: paziente con problema reale, medicina convenzionale che non riesce a risolvere, intervento della medicina quantistica con lo SCIO, guarigione. Nessuna metodologia descritta, nessun confronto, nessun follow-up documentato. Non sono casi clinici: sono racconti. Racconti che non devono servire a spiegare tecnicismi scientifici ma a convincere chi, facilmente suggestionabile, ha necessità di una speranza.
I casi clinici pubblicati su riviste scientifiche devono indicare come è stata fatta la diagnosi, quali parametri sono stati misurati, come sono stati misurati, cosa è cambiato e perché. Quello che pubblica la SIMQ non ha nulla di tutto questo, ma appunto, svolgono una funzione precisa: rivolgersi a chi sta soffrendo e non trova risposte, e dirgli che la medicina tradizionale ha fallito ma loro non falliranno.
Le evidenze scientifiche
Sul sito della SIMQ c’è una pagina che include quelle che loro definiscono “evidenze scientifiche”, la potete trovare qui. Vi sono presentati tre pdf, che appunto sarebbero le evidenze in loro possesso. Tre pdf che non riportano studi, evidenze o quant’altro.
Il primo è una dispensa che spiega la teoria alla base dello SCIO: il corpo sarebbe fatto di “campi energetici elettrici” e lo SCIO misurerebbe gli elettroni. Il documento mescola nozioni di fisica atomica reale – gli elettroni esistono, i legami chimici esistono – con affermazioni totalmente inventate, creando l’impressione di solidità scientifica. Ma non cita una sola fonte, non un paper, non uno studio.
Il secondo pdf riguarda la formazione necessaria per usare lo strumento, e contiene una frase illuminante: “Senza una formazione adeguata, sia tecnica che esperienziale, lo SCIO/QUEST9 rimane uno strumento muto nelle mani del neofita”. In altre parole: se non funziona, è colpa di chi lo usa. È lo stesso meccanismo che il nostro RC aveva già smontato nel pezzo su Red Ronnie, quando Bartolomeo spiegava che i risultati scarsi dipendevano dal fatto che il paziente “non era entrato profondamente dentro”. Insomma, lo strumento non può fallire per definizione. Voi capite quanto questo non abbia nulla di scientifico?
E veniamo al terzo pdf, che è quello che ci ha fatto venire i brividi. Si intitola “Terapia del dolore e detossificazione” e sostiene che lo SCIO possa essere usato per la “disintossicazione dagli effetti della chemioterapia e della radioterapia in soggetti con diagnosi di tumore”. Non solo: secondo questo documento lo strumento potrebbe “ridurre e spesso abolire” la caduta dei capelli e la piastrinopenia durante la chemioterapia, e potrebbe essere usato direttamente “durante i cicli di chemioterapia”.
Vi ricordate della sciamana arrestata a Brescia nel settembre 2024, quella che aveva fatto sospendere le cure a un bambino di due anni malato di tumore? Ecco: questo terzo pdf ci dimostra che quello non era un caso isolato di un’operatrice fuori controllo. Era l’applicazione coerente di una filosofia che questo documento mette nero su bianco. Chi usa lo SCIO non si limita a vendere speranze: si propone di affiancarsi, se non sostituirsi, alle terapie oncologiche.
L’università quantistica
La SIMQ gestisce anche UniQuantum, presentata sul loro sito come “università quantistica”, che evidentemente serve a formare operatori dei macchinari infallibili. Operatori che devono studiare con attenzione, visto che se il macchinario non dovesse funzionare, come spiegato, sarebbero i diretti responsabili insieme al paziente (vittima). Sia chiaro, UniQuantum viene definita università ma non è un ente riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca: il nome “università” viene usato liberamente, senza che nessuno apparentemente si preoccupi di verificare se sia lecito farlo. UniQuantum propone corsi di formazione in medicina quantistica, un corso base e uno avanzato. Chi completa il percorso viene accolto nella rete di “professionisti SIMQ” e può quindi mettere mano allo SCIO su pazienti reali.
Nel modulo per iscriversi ci viene spiegato che:
…il costo complessivo del corso è di € 1500,00 frontale a Roma e 1100,00 online, da versare interamente entro la data di inizio del corso;
Nel modulo scopriamo che il versamento va fatto non a una società come sarebbe logico aspettarsi, ma a un IBAN personale di un medico catanese, che è anche il titolare di AgroQuantum srl, il ramo della SIMQ che si occupa di agricoltura. Perché lo SCIO non cura solo le persone: si occupa anche di “analisi degli ecosistemi agricoli” e di “rimedi omeopatici, fiori di Bach, oli essenziali” per le piante. La fisica quantistica è davvero versatile.
Concludendo
Tutto quanto raccontato fin qui sarebbe curioso se si trattasse di una novità, invece SIMQ esiste dal 2009, lo raccontano sul loro sito. 17 anni di attività, una rete nazionale di operatori – pare in crescita -, casi clinici pubblicati, documentazione pseudoscientifica che propone lo SCIO come supporto alle terapie oncologiche, oltre appunto a una “università” che serve per formare nuovi operatori. Al centro di tutto il quadro uno strumento inventato da qualcuno che poi è stato condannato per frode. Lo ammetto, pensavo che dopo l’arresto della sciamana nel 2024 le autorità competenti e gli enti che dovrebbero vigilare su queste condotte sarebbero pesantemente intervenuti, ma a quanto pare non è successo.
Chissà che questo lungo articolo non possa servire a rimettere in moto quel meccanismo di verifica.
maicolengel at butac punto it
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Immagine di testa di Fractal Hassan su Unsplash