Una foto dal passato – Razzismo e intolleranza

Stiamo vedendo ripartire un'ondata di disinformazione xenofoba che avevamo già visto svariati anni fa. A cominciare da un'immagine già molto conosciuta in questo ambito

maicolengel butac 17 Giu 2025
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Un lettore ci ha segnalato che sta tornando a circolare un’immagine di molti anni fa, dando a intendere che raffiguri immigrati in Italia oggi. Come capita spesso ultimamente, non ci è stato dato un link ai contenuti precisi che stanno circolando in questi giorni, ma conoscendo l’immagine abbiamo deciso di occuparcene comunque.

L’immagine ci è stata inviata come la vedete in apertura d’articolo, ma dodici anni fa invece circolava come la vedete qui sotto:

L’immagine viene veramente da lontano, qui la potete vedere in un articolo di marzo 2007 che riprendeva un pezzo del Dallas Morning News:

Dal 2007 l’immagine è entrata a fare parte della raccolta di immagini anti-immigrati condivise a ripetizione da siti come StormFront, ovvero da soggetti che hanno necessità di far circolare materiale che rafforzi le proprie narrazioni xenofobe.

Ed è questo il motivo per cui abbiamo scelto di parlare di questa segnalazione oggi: nelle scorse settimane infatti ci è capitato di vedere un copione che BUTAC ha già vissuto quasi una decina d’anni fa. Ne abbiamo già parlato in aprile, quando vi raccontammo del “maranza” e delle notizie inverificabili.

L’immagine qui sopra rientra perfettamente in quel filone “narrativo” che vuole tutti gli immigrati come maleducati, pericolosi, fuori controllo. Che non significa che non ci siano stranieri che delinquono e che andrebbero seguiti meglio, ma solo che stiamo notando un ritorno di una specifica forma di disinformazione che avevamo già incontrato sul nostro cammino anni fa. Come riportavamo in aprile:

…vorremmo tanto che le forze dell’ordine cominciassero a prestare maggiore attenzione a queste narrazioni. Perché sappiamo quanto facilmente la destra radicale sfrutti storie inverificabili, spesso infarcite di elementi fittizi o gonfiati ad arte, per alimentare l’odio. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Ma il fact-checking volontario, da solo, non basta più. Servono giornalisti competenti, e servono istituzioni che vigilino.

Non stiamo parlando di casi isolati eh, tra il 2015 e il 2016 notizie simili erano il nostro pane quotidiano, non passava giorno che non cercassimo conferme dalle questure di episodi narrati su testate locali e qualche volta nazionali, notizie che non trovavano riscontri, e che avevano spesso una sola fonte: il denunciante.

Qualche esempio:

E questi sono solo alcuni dei nostri articoli durante quei due-tre anni di massiccia campagna xenofoba nel nostro Paese. Noi, ovvero un blog gratuito con una redazione che quando è stata alla sua massima espansione aveva cinque autori – volontari e non pagati – a scrivere nel tempo libero.

Quante notizie così sono girate in quegli anni?

Quante hanno contribuito a manipolare l’opinione pubblica sul tema immigrazione?

Perché nessuno ha fatto nulla?

Siamo dell’idea che stia succedendo lo stesso e vi invitiamo a fare attenzione: ogni volta che leggete una storia che presenta contorni troppo sfumati, dettagli poco chiari, testimonianze che suonano troppo faziose, segnalatecele. L’organico della redazione di BUTAC è più piccolo rispetto a dieci anni fa, ma continuiamo a voler cercare di fare chiarezza su queste storie, specie visto che non molti tra i colleghi più strutturati sembrano interessati a trattarle.

maicolengel at butac punto it

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