CITOZYM

VERSIONE RIVEDUTA, CORRETTA E AMPLIATA.
26 AGOSTO 2015.

I fulmini non colpiscono mai due volte lo stesso punto, ci raccontano per rassicurarci. Errare è umano e perseverare è diabolico, ci ammoniscono fin da piccoli. Dopo l’avvocato “appassionato di Scienza”, le segnalazioni di BUTAC mi portano di nuovo a parlare di sclerosi multipla. E questa volta non basta cambiare il nome di un prodotto perché questo dimostri magicamente nuove proprietà.

L’ennesima segnalazione si attacca al target pubblicitario più debole, coloro affetti da una malattia per la quale non esiste ancora una cura. L’intento è il solito: garantire l’impossibile. È il caso del Citozym, un rimedio prodotto dalla famosa azienda Citozeatec. Come dite? Non ne avete mai sentito parlare? Ma se sostengono di avere anni e anni di esperienza nel loro settore di appartenenza!

Il loro prodotto è così potente da promettere fin da subito la “rimielinizzazione assonale“. Che è un po’ come dire “carne vegana”, per l’impossibilità della cosa.

Per spiegare bene, prendiamo come esempio i cavi elettrici. I fili interni rappresentano l’assone, il principale trasmettitore degli impulsi nervosi; il rivestimento protettivo esterno, il “guscio” isolante, è la cosiddetta guaina mielinicaLa sclerosi multipla colpisce proprio la guaina mielinica e le cause sono a tutt’oggi sconosciute.

La sclerosi è un lento processo di cicatrizzazione dovuto a una risposta autoimmune e aggressiva da parte del nostro corpo. È caratterizzata da fasi acute e di recupero, durante le quali si rigenera la mielina. Per capire però in che modo avviene la cosa, torniamo al nostro cavo e stropicciamolo più volte, con forza: nasceranno profonde aperture sul rivestimento. Tentiamo ora di ricoprirle non con il nastro isolante, bensì con mero nastro adesivo. Le aperture resteranno visibili, anche se apparentemente coperte; col tempo i fili interni si rovineranno; lentamente, inesorabilmente, la guaina mielinica inizieranno a deteriorarsi con conseguente perdita del passaggio dell’impulso elettrico. Questo fino a colpire l’assone, con effetti visibili nel corso del tempo.

La Scienza potrà non avere ancora la cura per la sclerosi multipla, ma conosce molto bene che un danno all’assone è permanente e irrecuperabile. Una rimielinizzazione dell’assone, sotto questo aspetto, risulterebbe perfettamente inutile: sarebbe proprio come mettere il nastro adesivo intorno a un cavo elettrico ben troncato. Un’azienda con anni di esperienza nel settore dovrebbe sapere tutto questo… o sbaglio?

Giusto per non farci mancare nulla, la Citozeatec mette a disposizione prestigiosi “studi scientifici”, che però altro non sono che mere ricerchine sovvenzionate dalla stessa azienda che vuole presentarvi il prodotto. Concentrandoci solo su quella riguardante la sclerosi multipla, la ricerca sembra ben strutturata poiché abbiamo una conclusione e uno straccio di bibliografia. Ciononostante, questo Citozym non è stato associato ad alcuna terapia di riferimento per la sclerosi multipla e non sono riportati gli effetti collaterali. Inoltre, le conclusioni dello studio non lasciano dubbi:

In conclusione si può affermare che sono state poste le basi per una potenziale sperimentazione su pazienti affetti da SM con l’intento di migliorare la qualità della vita di tali soggetti.

A tal proposito sussiste anche una versione inglese dello studio, pubblicata sull’American Journal of Clinical and Experimental Medicine e sbandierato come elemento di “internazionalità” della ricerca. In realtà, tale sito non ha alcun ragguardevole impact factor; in soldoni, ha poca rilevanza nella comunità scientifica. Il suo nome richiama un altro journal, con un fattore d’impatto pari a 1,422 – solo il nome.

La conclusione, se mai vi fosse bisogno di ripeterlo, è identica eccetto per un elemento (che ho sottolineato):

In conclusion we can affirm that the reported positive effects of CIZ, could be the basis for a potential trial on MS patients with the intention of improving the quality of life of these subjects.

“Potenziale sperimentazione”, dunque niente cura. Ma è questo “migliorare la qualità della vita” che dà adito a quanto di più fuffoso si possa leggere.

L’azienda tiene a sottolineare che il Citozym non è una cura, ma un integratore. Esso dunque non è un farmaco, bensì un parafarmaco. Qui viene riportato tutto per filo e per segno.
L’integratore contiene una vagonata di zuccheri come il destrosio, il fruttosio, il maltosio e il maltotriosio; un po’ di acido ascorbico, l’acido pantotenico e il calciferolo, con contorno di “enzimi vegetali”. Trattasi in buona sostanza di una pallina di zuccheri con due – giusto due! – gocce di vitamine C, B5 e una delle componenti inattive della vitamina D. Si potrebbe obiettare dicendo “è normale che sia così”, perché poi viene attivata a livello cutaneo epatico e renale, in quest’ordine, ma torneremo su questo concetto fra poco con fonti più autorevoli.
Il tutto al favoloso gusto di pesca (undecalattone). Perché se fosse stato “menta”, poi avrebbe fatto troppo da “collutorio”.

Va detto che la vitamina D avrebbe un ruolo nella questione sclerosi multipla, ma stiamo parlando di ricerche recenti e non c’è ancora nulla di definitivo. Vi rimando al sito dell’AISM, che potete leggere qui e qui. Giusto per darvi un’idea di serietà, completamente diversa da questa azienda: si parla di colecalciferolo, ovvero la vitamina D3, usata come aiuto nel ridurre il numero di ricadute, non certo come “ricostruttrice di assoni”. Una bella differenza!

Ci sarebbero domande per le quali gradiremo una risposta, per esempio: “In che modo una pallina di zucchero riesce a rimielinizzare l’assone?”. Ma non c’è tempo: l’azienda in questione pretende di curare casi estremi come iperplasie prostatiche, carcinomi mammari e steatosi epatiche. Il tutto con ottimi risultati e senza effetti collaterali di alcun tipo, sempre con lo stesso tipo di medicinale.

citozeatec

Riepiloghiamo… una cura per tutti i mali, creata da un “esperto” con “anni e anni” di esperienza sul campo, distribuita da una azienda “leader nel suo stesso settore” ma che nessuno ha mai sentito nominare, se non da quell’unica Università che, guarda caso, pubblica risultati favorevoli. Avevo già sentito una storia del genere… e il canale video dedicato al prodotto mi ha sciolto ogni riserva.

Tra i sostenitori di questa roba abbiamo il dottor Carlo Alberto Zaccagna, proprietario di un “atelier medico” che segue la medicina olistica (pseudoscienza anch’essa) e in particolare l’idrocolonterapia.

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L’altro è Francesco Antonelli, biologo nutrizionista iscritto all’albo il 25 gennaio 2013 ed esperto di fitoterapia e omeopatia, come riporta sul suo sito personale.

E poi c’è questo signore.

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Pasquale Ferorelli. Ricordo bene di lui: un ex rivenditore di rubinetti che si fa chiamare “dottore” ed esercita abusivamente la professione di “biologo di fama mondiale”. Abusivamente, sì, perché non compare nell’elenco degli iscritti.

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Ripeto, abusivamente: perfino nel paper inglese della ricerca viene definito come parte del Dipartimento di Biologia dell’Università “Tor Vergata” di Roma. Con quale qualifica? A che titolo?

a pale horse

Tra il 2005 e il 2007 balza agli “onori” della cronaca per il BIOTEX, un presunto farmaco venduto come “panacea di tutti i mali”, studiato appositamente per le condizioni più disparate: cancro, epatite C, HIVFerorelli finì sotto inchiesta assieme a sua moglie, a seguito di una denuncia da parte di un malato di cancro caduto nella loro trappola. Il presunto “farmaco miracoloso” finì addirittura sotto i riflettori della trasmissione Mi Manda Raitre.

In cosa consisteva questo presunto “rimedio miracoloso”? Stando alle cronache dell’epoca, esso non era altro che un integratore con zuccheri, vitamine e un gusto invitante – più o meno come il Citozym. Qui una testimonianza di quanto accaduto a Mi Manda Raitre. Che conferma il sospetto che si tratti di un BIOTEX ribrandizzato.

Nuovo nome: Citozym, che ad una ricerca in rete corrisponde ora ad un
“farmaco” veterinario… animali!!!

Il link rimanda a una vecchia cronistoria della “Operazione Panacea”, che portò all’arresto di Ferorelli – potete leggere tutto qui. Sì, esatto: è un forum dedicato ai gatti. L’ultimo post, firmato feeling good, è piuttosto eloquente.

Gentili lettori,
da un pò sentivo l’obbligo di segnalarvi la mia esperienza. Da anni utilizzo personalmente i prodotti della Citozeatec. Ma in questo forum è più appropriato parlare dell’uso esteso al regno animale, e nella fattispecie vorrei parlare di pesci. Sono antico pescatore, e come molti pescatori, (forse per una legge non scritta di compensazione che ci porta a tentare di espiare i nostri peccati di predatori per diletto) mantengo acquari domestici da ormai oltre 40 anni. Nella mia vita mi è capitato dunque di acquistare molti pesci tropicali per la vasca da interno e molti carassi per il laghetto esterno. Penso di potere affermare di avere acquisito una certa esperienza con queste affascinanti creature acquatiche. Gli attuali inquilini tropicali sono una coppia di Botia e una coppia di Barbi tutti con me da almeno 6 anni, mentre all’esterno ho 10 carassi di varia taglia anche questi con età minima 7/8 anni ma alcuni con me da più di un decennio. Direi con tranquillità che ho dei bei vecchietti. Recentemente un Barbo ha manifestato segni inequivocabili: pancia gonfia, squame “irte”, cambiamento di colore della livrea, pinne e coda sfrangiata e consumata, dorsale abbassata, spasmodica respirazione. Nei giorni andava sempre più peggiorando fino a non potere più controllare i movimenti e a ciondolare a testa in giù andando a sbattere contro pietre e radici in continuazione. A questo punto (che è sempre stato un punto di non ritorno per la mia lunga esperienza) decido di prenderlo col retino e risparmiargli sofferenza. All’ultimo istante però prendo acqua dall’acquario, la metto in un vaso da fiori, ci metto dentro il pesce alquanto malandato e due cucchiai di Citozym. Il primo giorno di trattamento lo lascio nella “soluzione” per un paio d’ore, temendo anche il raffreddamento dell’acqua.
Il giorno seguente è ancora vivo: lo prendo di nuovo col retino (operazione estremamente facile perchè talmente debilitato e “assente” da non tentare nessuna fuga) Gli pratico identico trattamento, ma questa volta lo dimentico nel vaso da mezzogiorno fino a sera. Tuttavia lui sembra non soffrirne più di quanto già non soffra.Il giorno seguente non lo “tratto” . La respirazione sembra meno affannosa – nuota sempre con difficoltà estrema di equilibrio. Il giorno seguente altro trattamento “lungo” : 4 ore in vaso con due cucchiai sempre di Citozym. A questo punto ogni giorno seguente è un giorno di riconquista: prima se ne giova l’equilibrio – successivamente ricomincia a issare la pinna dorsale.La settimana dopo ritorna a galla ad alimentarsi !Successivamente ancora quel che rimane della coda sembra “rimarginarsi”. Le sfrangiature vengono come sostituite da pinna nuova centrale: la forma è strana e curiosa ma tutta la squamatura torna liscia, il colore si ravviva e gli episodi di equilibrio precario sono ormai del tutto assenti.Sono passati ormai mesi (tutto quello descritto accadeva l’inverno scorso) e la situazione è completamente stabile e non più ripresentata: livrea perfetta, coda senza lobi, ma rigenerata centralmente!Domani Vi aggiornerò su quale abitudine ho preso relativamente all’acqua della vasca e una analoga esperienza con un carassio all’esterno – Spero di non averVi tediato e che qualche appassionato riprenda la mia esperienza e la riproduca con successo con qualche suo esemplare.

Il thread non ha avuto altri aggiornamenti e l’utente non ha più commentato oltre – fra l’altro, questo è il suo unico post.

Chi produceva questa “meraviglia”? Una società in quel di Peschiera Borromeo, in Lombardiaesattamente come la Citozeatec. Basta confrontare l’indirizzo presente sul sito della società.

noise of thunder

one of the four beasts

Sulla pagina Facebook, fra i commenti, l’amministratore invita tutti ad andare sul gruppo dedicato, dal titolo “Amici del Citozym”.

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Il gruppo è chiuso, ma alcune delle sue parti sono pubbliche, dunque liberamente ripubblicabili. Bastano il regolamento e l’immagine di copertina.

Quest’ultima è piuttosto eloquente e troviamo il Ferorelli davanti a tutti.

amici del citozym

Qui invece abbiamo il regolamento che, ancora una volta, rinforza una certezza.

and behold

Scopi, finalità e regole di questo gruppo:
Questo Gruppo è nato con l’intento di fornire un supporto alla Ricerca di Pasquale Ferorelli, al fine di archiviare, ampliare e chiarire ulteriormente la Ricerca Stessa.
Le informazioni contenute nelle pagine di questo gruppo non vogliono sostituirsi in alcun modo ai consigli di carattere medico, né alle diagnosi e alle cure mediche. Infatti per tali consigli, diagnosi e cure, ci si deve rivolgere ad un operatore sanitario abilitato, al quale nessuno senza gli stessi titoli ed autorizzazioni può legalmente sostituirsi. La pagina non è gestita né utilizzata da personale medico. Di qualsiasi utilizzo delle informazioni presenti nelle pagine del gruppo (post, documenti, commenti, immagini, eccetera…) è responsabile esclusivamente l’utilizzatore.
La nutraceutica biodinamica non è una terapia medica ed i prodotti biodinamici non sono farmaci ma agiscono come supporto dei naturali processi fisiologici cellulari. Tutti gli esperimenti di autocura, interruzione o di riduzione arbitraria del dosaggio di farmaci prescritti, condotti al di fuori del controllo medico, ricadono esclusivamente sotto la responsabilità di chi li effettua.

Quale strada ha fatto questo farmaco per passare da “prodotto veterinario omeopatico” a “rivoluzionario parafarmaco panacea”? Insomma, ci troviamo di fronte a un nuovo BIOTEX? Io spero vivamente di no. Per i malati, in primis, ma soprattutto per lui. Nel frattempo, il prodotto ha salvato l’ambiente, visto il riciclo.

Restate scettici, restate diffidenti. Non accettate caramelle da uno sconosciuto, neanche quando sanno di pesca.

Il Ninth
(theninth chiocciola butac punto it)