DONATEFOUNDATION

Ci sono gesti che permettono di portare avanti nobili scopi: su tutti, mi vengono in mente le donazioni per contrastare la fame nel mondo, o per assicurare un futuro alle popolazioni meno fortunate. Come accade per tutti i nobili intenti, esiste chi fa leva sui buoni propositi consigliando metodi di donazione poco chiari.

La pagina Facebook dal titolo Donate Foundation afferma di rappresentare una presunta organizzazione caritatevole non governativa. L’organizzazione propone forme di donazione a terze associazioni; fra quelle proposte, la società spinge in particolar modo l’installazione di Donate Browser, disponibile per i cellulari Android su Google Play. Il sito di riferimento afferma che l’uso di questa applicazione monetizzerebbe il traffico generato in soldi per la beneficienza.

donatefoundation

Abbiamo poi un negozio solidale dove è possibile comprare gadget e materiali assortiti. Anche in questo caso, il sito promette che i ricavati saranno devoluti in beneficenza.

negozio

Molte promesse interessanti, eppure troppi punti oscuri mi fanno dubitare della trasparenza del progetto.

Strano sistema di pagine Facebook

Partiamo dalla punta dell’iceberg. La pagina è raggiungibile a un URL che presenta un nome diverso: https://www.facebook.com/mrcargenova. Un inizio un po’ strano, per essere una ONG – prendere in prestito un URL che rimanda a tutt’altra attività. Come è anche strano che abbia già un nutrito numero di like: al momento delle mie indagini, conta circa 4700 mi piace. Oltre a questo, esiste una seconda pagina con lo stesso nome a questo indirizzo: https://www.facebook.com/donate.foundation. Essa possiede un numero simile di like, ma non presenta la descrizione di ONG.

Girando ancora, è possibile trovare altre pagine che trattano argomenti completamente slegati dalla beneficienza e che condividono, quasi esclusivamente, il materiale proveniente dal sito DonateFoundation.org. Fra queste abbiamo:

Perché mai una ONG dovrebbe far leva su questo sistema opaco di raccolta like o visualizzazioni?

Uno “shop” fin troppo virtuale

donate shop 1

Donate Foundation suggerisce di visitare un negozio solidale, raggiungibile qui, che vende praticamente di tutto: dai jeans di marca ai toner della stampante. La sede del negozio risulta essere la stessa della Donate Foundation, ovvero via di Canneto il Lungo 9 a Genova. Sui citofoni della via non troviamo il nome di questa fondazione. L’unico altro numero civico che può contenere un’attività, il 9 rosso, è la seconda vetrina di un fruttivendolo.

donate foundation

Il browser scarno e vuoto

Il punto forte della Donate Foundation, ovvero il suo browser, è un altro paio di maniche. Il sito da cui è possibile scaricare il prodigioso programma benefico è tutto, fuorché esplicito. Anzi, sembra addirittura promettere l’impossibile.

“basta solo scaricare Donate browser sul proprio cellulare e utilizzarlo per la navigazione su internet, come sempre fatto con qualsiasi altro browser utilizzato. L’unica e importantissima differenza dagli altri browser è che tutto il traffico generato dalla navigazione dei sostenitori crea denaro che verrà utilizzato per il finanziamento di progetti solidali in tutto il mondo.”

Domanda lecita: come viene monetizzato il traffico? Nessuna spiegazione viene fornita su come vengono monetizzate le visualizzazioni o il traffico generato. Sappiamo bene che i soldi non si creano dal nulla: o questo browser prende il suo ricavato dalle pubblicità, non permettendo dunque l’installazione di estensioni come AdBlock, oppure manipola i dati degli utenti in modo poco chiaro.

Provando velocemente il browser, si scopre che non ci sono pubblicità e non è per nulla diverso da ciò che troviamo già installato sul telefonino. Insomma, non c’è nulla che suggerisca un preciso meccanismo di monetizzazione. Neppure sotto la scocca.

Donazioni oscure e indefinite

Il sito DonateFoundation.org vanta di aver devoluto i ricavati delle donazioni (in particolare dal browser!) a due note associazioni: Medici Senza Frontiere e Save the Children. Nessuno dei due annunci però fornisce un estremo per controllare l’effettiva donazione o il quantitativo donato. Basterebbe un comodo documento digitale da scaricare – magari col browser dell’ONG? – per capire come e dove avvengano i trasferimenti di denaro. O forse stiamo parlando di donazioni irrisorie, magari poco più di una ventina di euro… da un browser e uno shop che pretendono, invece, di poter donare molto di più.

Un proprietario poco filantropo

Un rapido WHOIS di tutti i siti qui presi in esame ci rimanda al nome di un unico proprietario: il genovese Guido Eugenio Ramella. A quanto pare non è il primo sito in cui cerca di “aiutare” qualcuno: in passato ha svolto il ruolo di StranAmore per “ragazze russe in Italia residenti single alla ricerca del compagno” (cit.). Una “community delle donne area est europea” (cit.). A quanto pare, Putin non è tutto ‘sto stallone.

Tra queste donne troviamo una certa Natasha Vasilevich, una russa che sta “per diventare italiana. O almeno”, ci prova. E devo dire che le riesce particolarmente bene! Da chi ha preso lezioni, da Gianni Togni di VoxNews?

natasha vasilevich

Il suo profilo YouTube contiene video di diverso genere. Alcuni hanno un taglio apparentemente giornalistico, altri invece riflettono perfettamente il vero motivo per cui è stato creato: adescare possibili vittime single con l’illusione del sesso. Ci sono almeno tre video [1, 2, 3] che fungono da presentazione per non ben definite “amiche russe” disposte a fare la conoscenza di ragazzi italiani. Non si può commentare sotto alcuni di essi: c’è un costante rimando alla necessità di iscriversi al sito russeinitalia.

Uno di questi video presenta alcune ragazze in pose ammiccanti e provocanti, promuovono il vecchio sito “russeinitalia” di cui ho già scritto sopra. Ovviamente, non c’è alcuna garanzia che siano le stesse ragazze che si possono incontrare sul sito.

amicherusse

(Ah, se tutte le mie ricerche fossero così…)

La stessa Natasha Vasilevich è presente anche fra i due commenti a cinque stelle della pagina Facebook Donate Foundation. A questo punto, i dubbi sono due: o il profilo funge da account prestanome, un’identità fasulla con la quale il genovese Ramella porta avanti i suoi “progetti”, o di una collaboratrice in concorso.

natasha 2

Guido Ramella è proprietario di altri due siti di dubbio valore che seguono tutti lo stesso layout visivo: androidita.org e ilrione.com. Nessuno di questi risulta abitato dal 2015. Ce ne sarebbe anche un terzo, scaduto, chiamato bancanazionaleitaliana.com, un tempo registrato sotto il dominio “yunikreditbank”. Un nome fin troppo somigliante a UniCredit per un sito completamento slegato da esso, nonostante vi si faccia riferimento in più occasioni. Questo è stato il motivo per il quale il WIPO è intervenuto.

Il Ramella ha anche un blog personale, SenzaFissaDimora, dove insulta pubblicamente la più alta carica dello Stato e la accusa di essere “schiavo” dell’Europa. Un vero e proprio filoputinista che ricorre a una foto vilipendiosa con un gesto piuttosto eloquente.

Discorso fine anno Presidente
Discorso fine anno Presidente

Ve lo siete sorbito il discorso del Presidente della Repubblica Italiana? Io l’ho ascoltato in streaming ed è il discorso del presidente più ignobile che abbia mai avuto l’Italia; non ha detto una parola di pentimento, non ha chiesto scusa ai cittadini Italiani, non ha neanche speso un attimo per la grave situazione in cui si trovano milioni di persone; con Re Giorgio al servizio della troyka e dell’UE i comunisti sono stati respinti nei meandri della clandestinità, incontrarli e conoscerli è difficilissimo.

Lascio a voi la domanda, amici lettori… questo sarebbe un uomo caritatevole? Sareste ben disposti a dare soldi a questa persona, con questo tipo di ideologie contrastanti e con questo tipo di trascorso alle spalle?

Qualcuno potrebbe inquadrare Donate Foundation in un’opera di ravvedimento da parte di questo signore. Io purtroppo resto col dubbio: tutto quello che ho riportato è stato sviluppato più o meno nello stesso arco temporale, facendo sorgere il dubbio che si tratti di un unico progetto.

Per come stanno le cose, io ho solo un consiglio: restate scettici, restate diffidenti.

Il Ninth
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