SELORACCONTIONONTICREDONO

Alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, e purtroppo anche di altri partiti di opposizione, stanno facendo girare questo meme intitolato “Se lo racconti non ti credono”. Chi lo presenta, gli dà la falsa impressione di essere un “riassunto dello stato delle cose nella nostra democrazia”, ma si tratta di un’accozzaglia disinformativa di prim’ordine, composta da mezze verità, bufale e una mirata disattenzione verso ogni riferimento legislativo.

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Sbufalare questo pezzo si è rivelata un’impresa titanica: nelle mie intenzioni c’era la volontà di scrivere un articolo in stile “Precisazioni” di David Puente, ma districarsi nella giungla legalese è difficile per uno come me. Per fortuna godo di fan davvero speciali e Valerio ha risposto al mio richiamo, eseguendo un lavoro davvero certosino. Non ho toccato nulla, anzi: tutto ciò che vedete è farina del suo sacco. Io mi sono solo limitato a rendere il testo più scorrevole e a pubblicarlo. Grazie mille!

1.     “Un Parlamento votato con una legge elettorale non costituzionale”: DISINFORMAZIONE

Alcuni articoli del cosiddetto Porcellum (legge n. 270 del 21 dicembre 2005, anche noto come Legge Calderoli) sono stati dichiarati incostituzionali dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 1/2014. La stessa corte ha però chiarito, nelle motivazioni, quanto segue:  “[…] la decisione che si assume […] produrrà i suoi effetti esclusivamente in occasione di una nuova consultazione elettorale, consultazione che si dovrà effettuare o secondo le regole contenute nella normativa che resta in vigore a seguito della presente decisione, ovvero secondo la nuova normativa elettorale eventualmente adottata dalle Camere. […] le Camere sono organi costituzionalmente necessari ed indefettibili e non possono in alcun momento cessare di esistere o perdere la capacità di deliberare.”

Sebbene alcuni articoli della legge in questione fossero in contrasto con i principi costituzionali, i risultati delle elezioni non sono da ritenere nulli. Dunque, niente colpo di stato. Di questo aspetto si è occupato anche Giornalettismo.

2.     “Un Parlamento fatto da parlamentari non scelti dai cittadini”: PARZIALMENTE VERO

Uno dei motivi di illegittimità costituzionale del Porcellum era l’impossibilità di esprimere preferenze per i candidati. Le liste erano bloccate: l’elettore poteva votarle solo così come erano proposte. L’elettore conservava il suo diritto a scegliere quali parlamentari votare, ma solo come lista bloccata e senza la possibilità di indicare una preferenza.

Senza dubbio questa era una forte limitazione dei diritti degli elettori, ma è dura sostenere che ciò sia stato fatto in preparazione di un colpo di stato: anche con la precedente legge elettorale, infatti, (il Mattarellum) alcuni parlamentari erano eletti tramite liste bloccate.

L’altra questione legata all’incostituzionalità riguardava il premio di maggioranza, ritenuto troppo “sproporzionato” e lesivo dell’uguale diritto di voto, in assenza di una soglia minima di voti da raggiungere per ottenerne l’assegnazione. Per mezzo di questa disposizione, un numero maggiore di parlamentari della coalizione vincente aveva accesso a dei seggi, rispetto a quelli realmente votati. Ma anche questa disposizione non modifica la sostanza: il premio di maggioranza o altri sistemi correttivi simili vengono solitamente adottati nei Paesi che usano il sistema proporzionale, con lo scopo di migliorare la governabilità, come spiega anche Wikipedia. Anche l’Italicum (la nuova legge elettorale, sulla quale nessuno ha avanzato questioni di illegittimità costituzionale) prevede un premio di maggioranza, ma con una soglia minima di voti per accedervi. La frase, ancora una volta, non ha senso: il Parlamento può prevedere un certo numero di seggi assegnati come premio di maggioranza, senza che si possa parlare, per questo motivo, di “colpo di stato”.

3.     “Il Parlamento ha eletto un Presidente del Consiglio…”: FALSO

Questa affermazione si sbufala in un secondo e la dice lunga sull’affidabilità della fonte: non è il Parlamento ad eleggere il Presidente del Consiglio, ma è il Presidente della Repubblica a nominarlo, come previsto dalla Costituzione.

4.     “Un Presidente del Consiglio il cui nome non era indicato su nessuna lista elettorale”:  DISINFORMAZIONE

Non c’è alcuna legge che imponga il contrario. Il Presidente del Consiglio, come già detto, viene direttamente nominato dal Presidente della Repubblica dopo aver consultato le Camere. Non è scritto da nessuna parte che il suo nome debba essere presente sulle liste elettorali. Di solito lo è, in quanto le liste o coalizioni promuovono l’elezione di un proprio candidato, ma non vi è alcun obbligo a riguardo. Proprio quello che è successo nel caso di Renzi. Qual è, dunque, il senso di questa quarta affermazione?

5.     “Un Presidente del Consiglio appoggiato da un’alleanza votata da nessuno”: SENZA SENSO

Alla luce di quanto detto sopra, questa frase non ha senso. Lo ripeto: il Presidente del Consiglio viene nominato direttamente dal Presidente della Repubblica. Il processo di formazione del Governo viene interamente descritto qui e fonda i suoi presupposti giuridici sugli articoli 92, 93 e 94 della Costituzione. In una prima fase, il Presidente della Repubblica può (ma non deve necessariamente) effettuare alcune consultazioni per individuare la figura in grado di garantire sufficiente consenso tra la forze politiche. Successivamente, il Governo neo formato deve ottenere la fiducia dalle Camere. Inutile dire che, anche in occasione della nomina di Renzi e del suo Governo, tutto si sia svolto come prescritto dalla Costituzione.

6.     “Un Presidente della Repubblica che non poteva essere rieletto, perché viola la Costituzione (Art. 85)”: FALSO

Questa è la più facile da smentire, in quanto precisa e circostanziata ma completamente errata. L’articolo 85 della Costituzione non presenta alcun divieto di rielezione del Presidente della Repubblica. Non prevede, infatti, un numero massimo di rielezioni né dice espressamente che il Presidente non possa essere rieletto al termine del suo mandato.

Da notare come siano praticamente finite le argomentazioni a favore del colpo di Stato.

7.     “Un Presidente del Consiglio che aveva giurato di non diventare mai Presidente del Consiglio senza passare dalle urne”: FALSO

Nei termini in cui viene proposta, non c’è alcuna traccia di questa dichiarazione di Renzi. Probabilmente, l’immagine fa riferimento a una dichiarazione rilasciata nel corso di questa puntata di Agorà e ripresa da Il Mattino: “Sono tantissimi i nostri che dicono: ma perché dobbiamo andare (al governo senza elezioni)? Ma chi ce lo fa fare? Ci sono anch’io tra questi, nel senso che nessuno di noi ha mai chiesto di andare a prendere il governo”Un’affermazione irrilevante ai fini del sostenere la tesi del colpo di Stato. Al massimo, è Renzi a essere stato poco coerente.

EDIT: dopo molte segnalazioni, è più plausibile che la “citazione” si riferisca a questo video:

Nelle due interviste Renzi esprime la volontà di andare al Governo passando dalle elezioni e “non passando dagli inciuci di palazzo”, da nessuna parte dice (come viene poi chiesto dall’intervistatore a circa metà video) che non lo farà se gli incarico gli sarà affidato dal Presidente della Repubblica, men che meno “giura” qualcosa del genere. Questo lo rende poco credibile, come lui stesso afferma alle Invasioni Barbariche? Può darsi, ma che abbia giurato di non diventare mai Presidente del Consiglio senza passare dalle urne è e rimane un’affermazione falsa.

8.     “Il Parlamento, il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica stanno facendo una riforma della Costituzione (casualmente simile a quella della P2, che architettava un colpo di stato) in cui viene creato…”: STRAFALCIONE IN MALAFEDE.

Così scritto, si ha la falsa impressione che il Presidente della Repubblica venga annoverato tra le istituzioni che partecipano alle riforme. Nella realtà, la sua funzione è quella di promulgare le leggi. Egli non partecipa alla loro stesura, né alla loro votazione.

a.      Un Senato di immuni non eletti da nessuno (DISINFORMAZIONE).

I senatori non sono eletti dai cittadini, bensì dai consigli regionali. Il ddl Boschi prevede all’articolo  2 che i senatori vengano eletti non più direttamente dai cittadini, bensì dai consigli regionali e delle province autonome tra i propri membri, e uno tra i sindaci dei comuni del proprio territorio. Il loro numero sarà ridotto a novantacinque, più cinque che potranno essere nominati direttamente dal Capo dello Stato.

b.     Un capo della maggioranza che controlla anche la Magistratura: FALSO.

Capisco l’esigenza di sintesi, ma questa affermazione è frutto di pura fantasia. Che cosa s’intende con “controlla” la Magistratura?

Il ddl Boschi non modifica i poteri del premier nei confronti della Magistratura, né le modalità di nomina dei Magistrati. L’unica differenza riguarda la nomina di cinque giudici su quindici della Corte Costituzionale: non verranno più eletti dal Parlamento in seduta comune, ma ne verranno eletti 3 dalla Camera dei deputati e 2 dal Senato delle Autonomie (articolo 37).

c.      Un aumento delle firme necessarie ai cittadini per fare leggi (VERO) o referendum (FALSO).

Concediamo un’attenuante a chi ha costruito il meme: come spesso succede, il ddl Boschi ha subito nel tempo una serie di modifiche ed è possibile che l’immagine faccia riferimento a una proposta precedente. In realtà, per proporre un referendum serviranno sempre cinquecentomila firme, ma il quorum potrà essere ridotto se i proponenti ne raccoglieranno almeno ottocentomila: dal 50% più uno degli aventi diritto al 50% più uno dei votanti alle ultime elezioni della Camera dei deputati. In pratica, se i proponenti saranno almeno ottocentomila, basterà ottenere la maggioranza dei voti, per la sua approvazione, e non sarà più necessario raggiungere il quorum del 50% più uno degli aventi diritto. La riforma prevede anche l’introduzione di referendum propositivi (particolare taciuto da chi ha preparato l’immagine) e, di contro, l’innalzamento a centocinquantamila firme necessarie per presentare una legge di iniziativa popolare, a fronte delle cinquantamila attualmente richieste.

In sintesi, siamo di fronte a un classico della propaganda politica che vuole colpire la pancia del popolo per dirigerlo a proprio favore. Vi parlano di colpo di Stato solo per un tornaconto personale – arrivare a vincere in Parlamento con gli sporchi mezzi della menzogna.

Restate scettici, restate diffidenti. Chi condivide e diffonde queste notizie non ha davvero a cuore il vostro benessere, ma ambisce prima di tutto al vostro voto. Vi stanno dicendo, “Prima dateci il voto, poi forse vi daremo ciò che volete”. Senza voler entrare nel merito della questione politica, che senso ha diffondere menzogne, se contano solo i fatti?

Valerio & Il Ninth
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