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“Se con questi dieci minchioni abbiamo la risposta positiva, diventiamo automaticamente la risposta alla sclerosi”. [fonte]

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“Minchioni”. Quella parola pronunciata da Fabrizio De Silvestri, avvocato e naturopata, promotore del metodo pseudoscientifico Seven to Stand, contiene tutto il disprezzo verso i malati di sclerosi multipla.

Un insulto gratuito rivolto alle ASL, alla comunità scientifica e alla Scienza. Quella Scienza di cui lui millantava di far parte, definendosi un “ricercatore appassionato”.

La “risposta positiva” che i “minchioni” avrebbero dovuto accettare era il protocollo “Seven To Stand”, un mix di farmaci unito a fisioterapia e nozioni pseudoscientifiche come la naturopatia. Nella mente di De Silvestri e dei suoi compagni di merende, il protocollo è un progetto dal più ampio respiro, appoggiato a un metodo senza validità scientifica. Al momento in cui scrivo, l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. L’avvocato De Silvestri è stato uno dei protagonisti assieme al dottor Pierluigi Proietti, odontoiatra, e Annalisa Grasso, fisioterapista compagna di De Silvestri e anch’essa naturopata.

Le indagini sono iniziate nel 2014, ma l’arresto è arrivato due anni dopo, il 27 settembre 2016. Io, il Ninth, ne ho parlato il 13 maggio 2015, prima ancora di tutti i giornali, e fin da subito ne ho messo in luce tutte le contraddizioni.

Le stesse testate che annunciano l’arresto di De Silvestri furono le prime a parlarne senza indagare né verificare. Con questa strada sgombra da ostacoli, la truffa è andata avanti, mietendo vittime su vittime. Mentre la Giustizia fa il suo corso, noi di BUTAC speriamo in una condanna esemplare.

Nel frattempo, cerchiamo di capire bene lo schema truffaldino.

Il piano d’azione

Chi e cosa

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Fabrizio De Silvestri

Stando alle ricostruzioni, De Silvestri è stato aiutato da Annalisa Grasso, la sua compagna fisioterapista, la quale praticava fisioterapia cranio-sacrale presso il centro estetico dove si sarebbero tenute le sedute terapeutiche. Ella forniva inoltre le indicazioni sull’assunzione dei farmaci. Oltre a lei abbiamo un farmacista di Rieti, Giovanni Domenico Petrini, il quale adoperava i farmaci della terapia per metà importati dalla Cina e per metà già esistenti nel nostro SSN.

Il medico odontostomatologo Pierluigi Proietti funge “solo” da direttore sanitario del centro estetico, ma ha ricevuto i malati rassicurandoli sulla efficacia terapeutica. Infine, l’ingegnere biomedico Edoardo Romani si occupava prevalentemente del rifornimento dei farmaci e della campagna pubblicitaria.

Nessuna di queste persone ha competenze mediche e professionali sufficienti a trattare la sclerosi multipla.

L’avvocato cerca attenzioni

Nel corso del 2014, l’avvocato De Silvestri ha tentato di entrare in contatto con i malati di sclerosi multipla. Lo ha fatto tramite due blog minori, uno su Blogger e l’altro su Libero. In entrambi i casi, il naturopata scrive di poter “vincere la sclerosi” e che “da circa due [anni]” non assumeva farmaci. L’intento è quello di ottenere un colloquio privato con le vittime per parlare della terapia Seven to Stand.

Per aumentare le probabilità di adescare i malati più disperati, De Silvestri entra nei gruppi Facebook dedicati alla sclerosi multipla. Nel gruppo pubblico omonimo, l’avvocato naturopata produce post adescatori per generare un passaparola 2.0 attraverso la creazione di un’immagine di sé positiva ed eroica.

Lo fa diffamando il “sistema medico”, reo a suo dire di averlo messo su una sedia a rotelle.

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e se devo raccontarla, una quindicina di anni fa avevo sospeso tutto dopo un drammatico periodo di b
etaferon e rebif 44…risultato? riuscivo di nuovo a correre!!! poi, visto che le prede non si abbandonano, il primario di Torino ha chiamato i miei genitori dicendo loro che se non volevano vedermi insedia a rotelle, dovevano convincermi a fare il mitoxantrone(chemioterapico). Allora in sedia ci sono finito davvero! Grazie sistema medico, non abbandoni davvero nessuno!

In risposta al forte interesse ricevuto, De Silvestri racconta un vuoto aneddoto per cementare la sua reputazione online. Racconta così di essere stato circuito da un “delegato della Pfizer”, il quale avrebbe voluto solo “lucrare” sulla sua terapia.

de-silvestri_sparatacirca due anni e mezzo fa… a New York, in una riunione del Rotary(tutti filantropi) ho esposto l’inizio della ricerca che mi ha portato al brevetto del farmaco per la SM…finita l’esposizione mi ha avvicinato un tizio tutto entusiasta…che mi ha proposto di collaborare con la sua ditta per finire gli studi…e mi ha offerto anche una bella cifra…sapete chi era? un delegato della Pfizer…che voleva acquistare il tutto in blocco a patto che firmassi un patto di segretezza! CHE SCHIFO…19 anni di dolore ridotti a denaro…davvero spesso credo che dovrebbero provare ad avere la malattia per capire quanto sono offensive certe proposte!

I mass media e River Flash

Fabrizio De Silvestri tenta la strada dei giornali nazionali, riuscendovi in più di un’occasione. Basti pensare a questo articolo de Il Messaggero, o al Secolo d’Italia. Il sodalizio più fruttifero, quello che gli procurerà maggiori soddisfazioni a livello di rilevanza sui social, è quello stretto con River Flash. Il sito di notizie è di proprietà di Roberto Meloni, uomo vicino all’avvocato e che ne condividerà la filosofia truffaldina, pubblicando una solida pletore di notizie a suo favore.

Seven to Stand: gira la frode

“Sconfitta la sclerosi multipla”

Il 5 maggio 2015, ore 16:00, River Flash pubblica l’articolo-spottone per far girare il passaparola della falsa cura terapeutica. Fin dal titolo si evince tutta la malignità di voler presentare un prodotto assolutamente inutile: “Sconfitta la sclerosi multipla”.

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Fabrizio De Silvestri in un video promozionale

La storia segue il calco di tante altre “cure della speranza”. Una terapia per alcune malattie degenerative, tra cui l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla, sarebbe stata trovata da una Università italiana. L’Università intitolata “Homo & Natura” vede al suo vertice l’avvocato Fabrizio De Silvestri; assieme a un “ente di ricerca”, l’avvocato starebbe lavorando a una “risposta importante” verso tutte le malattie autoimmuni: il protocollo Seven to Stand.

Una risposta importante, però, è in arrivo. Riguarda che soffre di sclerosi multipla di artrite reumatoide e in generale tutte le malattie autoimmuni. Tutto questo grazie agli studi effettuati dall’ente di ricerca dell’università “HOMO & NATURA” di Terni guidata dall’avvocato Fabrizio De Silvestri che con il suo staff hanno avuto un’ approccio differente tra l’attuale che tenta di rallentare l’inevitabile e una nuova visione di affrontare le degenerazioni, ripristinando le funzionalità originaria della guaina mielinica dei nervi.

La pseudoterapia proposta dall’avvocato ha un ulteriore fattore d’interesse capace di attirare i malati disperati: De Silvestri è affetto dallo stesso male di cui avrebbe trovato la cura, la quale gli ha garantito risultati stupefacenti.

La terapia in sintesi

All’inizio raggiungibile dal sito dell’Università Popolare, la pagina Internet dedicata al protocollo spiegava sinteticamente in cosa consisteva il progetto di cura: “45 giorni di regime alimentare e somministrazione farmacologica” con risultati garantiti per chiunque soffrisse di sclerosi multipla e artrite reumatoide.

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Struttura del protocollo:

  • Prima visita medica di valutazione

  • Somministrazione farmacologica

  • Dieta adeguata

  • Monitoraggio analisi cliniche

  • Trattamenti di supporto: terapia vibratoria, esercizi fisici (solo per Sclerosi Multipla), craniosacrale;

  • CGF staminali autologhe CD34.

Durata complessiva del trattamento:

45 giorni di regime alimentare e somministrazione farmacologica. Il trattamento prevede i primi 3 gg per monitoraggio e trattamenti di supporto presso il centro medico e successivi 2 gg (a distanza di 25 gg) per ulteriori monitoraggi. In questa fase è da considerare fondamentale un training autogeno supportato dal team Seven to Stand.

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Annalisa Grasso, compagna dell’avvocato Fabrizio De Silvestri, naturopata

Il tutto con un prezzo a partire da 2,000€ “comprensivi di medicinali, pensione completa per il paziente e un accompagnatore”, regolato da fattura “scaricabile nelle spese sanitarie” dalla dichiarazione dei redditi. Però, a detta dell’avvocato, i risultati si vedevano: lui c’era riuscito, era il famoso “paziente zero” su cui era fondato l’intero protocollo.

Lo studio e i video promozionali

Per dare un alone di autorevolezza al tutto, il sito dell’Università Homo & Natura aveva messo a disposizione un presunto studio scientifico in italiano e in inglese. Negli intenti dell’avvocato figurava probabilmente la volontà di dare l’illusione di certezza ai malati di sclerosi multipla, puntando sulla scarsa conoscenza scientifica delle vittime.

Ciliegina sulla torta, De Silvestri apre un canale YouTube col quale trasmette video dal forte impatto emotivo atti a suscitare compassione. Complice di questa operazione il dottor Pierluigi Proietti, assieme la compagna fisioterapista e naturopata Annalisa Grasso. In archivio potete vedere due video a titolo d’esempio: cliccate questo link, oppure questo.

Il vuoto dietro Seven to Stand

Ricevo la segnalazione di questa pseudocura due giorni dopo, il 7 maggio, da parte della mia lettrice Giorgia. Chiedo aiuto a Thunderstruck e ad altre persone più esperte di me in materia, mi armo di pazienza e inizio l’indagine.

L’Università delle pseudoscienze

Il protocollo terapeutico non è mai stato proposto all’Istituto Superiore di Sanità. Se fosse stato proposto all’ISS, questi avrebbe aiutato una sperimentazione ufficiale. Non era tutto: l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la corrispettiva Fondazione non avevano mai sentito nominare questo progetto. Il sito dell’Università parlava chiaro: dietro la fondazione dell’Università Popolare c’è il capriccio di autoriconoscimento delle medicine alternative, tra cui la naturopatia.

L’ Università Popolare Homo & Natura nasce dalla visione di Fabrizio De Silvestri e  dal frutto della collaborazione di professionisti che operano nel campo della Formazione e delle Medicine Complementari.

La “carta straccia” chiamato studio scientifico

Pierluigi Proietti, medico specializzato in odontomastologia.
Pierluigi Proietti, medico specializzato in odontomastologia.

Il presunto studio scientifico di De Silvestri non è mai stato pubblicato su nessun giornale scientifico, né sottoposto a una revisione tra pari (peer review). Esso presenta degli errori grossolani, sia nella versione italiana che in quella inglese, che tradiscono l’assoluta ignoranza in materia da parte di chi l’ha scritto. 

Non sono noti, per esempio, quali fossero gli esami svolti, né quali esperti e con quali competenze avrebbero valutato i risultati. Pur supponendo la presenza di benefici, non è noto il tempo dopo il quale si sarebbero presentati né quelli di permanenza. Nessun bisogno di altri cicli specificato.

Nulla è noto della metodologia dello studio. Nessun criterio di inclusione ed esclusione per stabilire la compatibilità di un paziente con il protocollo. Nessuna tabella con suddivisione per età, sesso, periodo di malattia, grado di disabilità, terapie adottate etc. Nessuna parola sulla dose di somministrazione dei suddetti tre farmaci, la dieta seguita, la terapia fisica a cui sono stati sottoposti i pazienti. Il campione non è rappresentativo, il che suggerisce una volontà di ottenere risultati favorevoli all’ipotesi di partenza tramite falsa dimostrazione del funzionamento. Un atteggiamento che trova il suo riflesso nelle azioni di De Silvestri, come vedremo in seguito.

In nessuno dei due studi trova posto il doppio cieco o un gruppo di controllo. Solo la versione inglese presenta i tre medicinali protagonisti del protocollo: minociclina, atorvastatina e fluconazolo – un antibiotico, una statina e un antimicotico dal funzionamento noto. Eccezion fatta per la valutazione personale, lo studio fasullo non fornisce gli strumenti per misurare la bontà del protocollo Seven to Stand.

Assente perfino la lista degli effetti collaterali – un controsenso, considerato che i farmaci ne avessero alcuni già noti. Nessuno dei partecipanti sembra aver sofferto effetti collaterali oltre a quelli già noti, e se anche vi fossero stati, il paper avrebbe taciuto a riguardo.

Dopo la pubblicazione del mio articolo, un commentatore sottolinea che il falso studio scientifico copia alcuni passaggi da altri studi, in particolare nella versione inglese. Un metodo non dissimile da quanto visto con Vannoni, che ha copiato le immagini nel suo paper da un altro studio scientifico. Un esempio su tutti il paragrafo alla fine di pagina 7, che proviene da qui. Una mossa del genere può costare la radiazione, specialmente in ambito scientifico.

10678819_578653645579845_1823381528013627242_n10615993_578653678913175_1831436609232195827_nC’è infine un altro aspetto, piuttosto inquietante. Di questa cura nessuno sapeva nulla, non c’erano studi scientifici validi, ma era già stato richiesto un brevetto di innovazione. Come mai questa fretta nel riconoscere l’innovazione, di fronte al totale vuoto scientifico di questa terapia? È chiaro che ci troviamo di fronte un tentativo dilettantistico di estorcere soldi da malati disperati.

Non c’è dunque nessuna cura: le vittime sono state “cavie umane” di un protocollo senza alcuna garanzia di successo, senza sapere gli effetti collaterali. Un protocollo ad alto rischio atto solo a ingigantire il nome (e il portafogli) dell’avvocato e dei suoi compagni.

Io e Thunderstruck abbiamo lavorato intensamente – io le parole, lei il cervello scientifico. Alle 18:00 del 13 maggio 2015 uscì finalmente il mio pezzo su BUTAC, ripreso da Federico Baglioni il giorno seguente su Today.it.

De Silvestri passa all’attacco

L’attacco a BUTAC

Colpito nel vivo, l’avvocato decide di passare all’attacco. Copiando da un suo precedente commento pubblicato sul pezzo di Baglioni, De Silvestri glissa sulle nostre richieste di chiarimento e ci accusa di essere guidati da “altri interessi”, diversi da quelli del malato. Parla di “successi” su tante persone – nessuna di queste, però, mai presentata. Asserisce di essere disponibile a un confronto, ma fino al giorno del suo arresto, nessuno della redazione di BUTAC ha mai ricevuto sue notizie. Nel commento sostiene ancora le stesse menzogne che abbiamo demistificato nell’articolo.

Così risponde all’una e venti del mattino del 15 maggio, snocciolando anche i complici della frode sanitaria. Riporto una versione ridotta del commento, che potete trovare in forma completa nel link precedente.

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Grazie! Grazie perchè con la vostra leggerezza, con l’accusare senza sapere mi date la possibilità di replicare. Personalmente non lo avrei mai fatto ma visto che mi accusate ingiustamente, scatenando un putiferio, trovo quantomeno doveroso replicare[. I]l fatto [c]he venga affermato che sono un avvocato dottore manifesta come non abbiate letto quello che da sempre affermo ovvero di aver studiato medicina per un interesse personale ma di essere avvocato e non medico[.] Personalmente non somministro cure né rimedi miracolosi[, h]o concesso la licenza d’uso del mix [di farmaci] al dott. Pierluigi Proietti di Terni, medico da oltre 40 anni che valuta di volta in volta la somministrabilità del suddetto mix. [I]l fatto che senza un minimo di contraddittorio si affermi che si tratti di una bufala dimostra come forse altri interessi, contrari alle reali esigenze dei malati, muovano le voci di certa stampa e spero di cuore non sia questo il caso.

Quel falso “interesse” americano

La macchina dei soldi non può incepparsi. Per mantenere alto l’interesse su di lui e il suo team, De Silvestri spaccia volontariamente disinformazione parlando di “premi Rotary” e di un “interesse dagli Stati Uniti”. In realtà non c’è stato alcun vero interesse dagli Stati Uniti: De Silvestri e soci avevano semplicemente registrato il protocollo presso il registro ufficiale del Governo americano www.register.clinicaltrials.gov, con ID NCT02632591). La registrazione risale al 14 dicembre 2015 e manca di tutto: i test clinici, i risultati, l’approvazione della FDA concessa all’azienda farmaceutica produttrice della miscela. Come ben spiega Sylvie Coyaud:

Depositare una registrazione sul sito del governo statunitense è come depositare nella Genbank la sequenza parziale di un gene e attribuirlo a una Ralstonia immaginaria. Però fa un po’ specie che non ci sia alcun controllo sullo sponsor dott. Pierluigi Proietti, di formazione dentista; sulle attività del suo ente di appartenenza “Forme di Bellezza s.r.l.”; sull’attività degli “sponsor e collaboratori Università Popolare Homo & Natura”; sui motivi (rationale) di quell’esperimento clinico di fase 1 su 90 pazienti affetti da sclerosi multipla.

Appare quindi evidente che il premio fosse stato dato sulla fiducia e in base alle parole dell’avvocato naturopata.

“Guardate la persona, non il camice”

De Silvestri carica sul sito dell’università Homo & Natura un file intitolato “Spiegazioni e chiarimenti”. Oltre a sorvolare sugli evidenti errori presenti nello studio, dei quali non risponderà maiDe Silvestri attacca noi di BUTAC in particolare, accusandoci di essere al soldo di interessi “diversi dal benessere dei malati”.

Trovo assurdo che tanti soggetti, senza nemmeno aver approfondito, si permettano di sputar sentenze e ciò mi fa pensare che dietro ci sia ben altro, che magari ha altri interessi, diversi dal benessere dei malati e più orientato alla disinformazione.

Dopodiché procede con una “considerazione personale” che, a leggerla adesso, appare davvero ironica. Oltre al solito complottismo di un “sistema farmaceutico che silenzia le voci contrarie”, l’avvocato lancia un appello disperato: “guardate me, alle mie opere da buon samaritano, perché sono diverso dagli altri”.

Da ultimo mi permetto una considerazione personale. Esistono tanti medici, professori e operatori sanitari, la maggior parte dei quali opera per il bene della gente, senza sensazionalismi o manie di protagonismo, a volte ingannati in buona fede da informazioni devianti che vengono credute come volute da parte dei pazienti. Negli anni ho conosciuto tantissimi medici scrupolosi e validissimi, terrorizzati dal “sistema”, che tuttavia svolgevano con zelo il loro lavoro, che avevano intrapreso più come una missione che altro, per cui non me la sento di puntare il dito senza conoscere: GUARDATE LA PERSONA, NON IL CAMICE.

La “persona” Fabrizio De Silvestri

Ebbene, vediamola un po’, questa persona. Fabrizio De Silvestri si è spacciato come ricercatore scientifico. Nella lista dei componenti dello staff di “Seven to Stand”, il testo lo presenta alla stregua di un ricercatore scientifico. Si parla di “studi in ambito medico-naturopatico” e si afferma di avere “all’attivo” ricerche sulla sclerosi multipla, l’artrite reumatoide e altre malattie autoimmuni.

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Dopo approfonditi studi in ambito medico-naturopatico, ha fondato l’Università Popolare Homo&Natura, centro di ricerca scientifica nell’ambito delle malattie autoimmuni e neurodegenerative, riconosciuto dal MIUR (Ministero Italiano dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) registrato all’Anagrafe Nazionale dei Centri di Ricerca (codice CAR 61814JYI). Ha al suo attivo ricerche riguardo l’eziopatogenesi di malattie quali la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide e malattie autoimmuni in genere, con relative richieste di brevetti.

Ripeto: non esistono paper scientifici a suo nome in ambito medico, né ha partecipato a ricerche sulle malattie neurodegenerative. Non c’è traccia neppure del fantomatico paper su nessun giornale. Eppure lui afferma di aver goduto dell’interesse degli Stati Uniti. L’ha raccontata così a tutti.

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Sia il sito di Seven to Stand che quello dell’Università Popolare sono registrati a suo nome e indirizzo. Dunque, è facile poter dire che egli sapesse esattamente che cosa volesse che fosse detto di lui.

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Le sue ricerce: cinque secondi su Google

Per dare un’idea delle sue “ricerche approfondite”, diamo un’occhiata al profilo pubblico Facebook. Sì, avete visto bene: è un concentrato di bufale e disinformazione in ambito medico e non solo.

A titolo d’esempio: De Silvestri ha postato la falsa notizia per la quale Veronesi avrebbe dato “ragione” a Di Bella, di cui ho ampiamente trattato qui.

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Sempre in tema di cancro, De Silvestri condivide e supporta il “metodo Pantellini”, pseudomedicina sbandierata come “cura economica contro il cancro”. Anche in questo caso ne abbiamo parlato ampiamente, più e più volte, sottolineandone l’inutilità. Qui un articolo con molti rimandi ai nostri lavori.

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Per farvi capire l’inaffidabilità del suo spirito critico, De Silvestri ha condiviso la bufala dell’additivo tossico E330. Ha anche detto che il suo era un “dovere” verso chi lo leggeva. L’additivo E330 è usato nell’industria alimentare come acidulante e per correggere il pH di coloranti basici. Anche questo è stato trattato da me, su BUTAC.

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L’avvocato difensore di De Silvestri sostiene di non essersi spacciato per medico. Può darsi, ma ha millantato studi inesistenti. Come può inoltre definirsi “appassionato di scienza” e “ricercatore” di alcune malattie, quando le condivisioni denotano scarso spirito critico e scientifico? Più che ricercatore, questo è il profilo di un tipico “uTonto” – quelli che noi di BUTAC contrastiamo.

Un uomo che odia i malati

UmbriaOn ha raccolto un’importante testimonianza in cui si parla dell’insofferenza di Fabrizio De Silvestri al dolore altrui. Per lui, la terapia avrebbe funzionato: in caso contrario, la colpa cade avrebbe dovuto cadere sulla vittima, la quale “non credeva abbastanza”.

Mi avevano promesso che mi sarei alzato in piedi da solo, e in effetti dopo la prima settimana di cure ci sono riuscito. Poi, però, sono tornato a casa e le cose sono rimaste tali e quali a prima: un giorno mi è venuto l’istinto di alzarmi e invece sono finito a terra. Fabrizio (De Silvestri, ndR) mi ripeteva: ‘devi crederci, fai ginnastica’. Io avevo forti dolori alle braccia e per questo, al suo farmaco che mi aveva prescritto, aggiunse una vitamina che poi mi ha causato una forte infiammazione alla vescica. Sono rimasto tre giorni a letto e lui si è giustificato dicendo che era un effetto della vitamina che assumevo. Ho speso tanti soldi, ci ho provato. Qualcuno potrebbe dirmi ‘sei un bel fesso’, ma credo che basti poco per capire cosa rappresenti la speranza per me e per chi si trova nelle mie condizioni.

Un episodio di grande arroganza che rimanda a un altro, passato inosservato. Una ragazza vittima di De Silvestri commenta così il 4 maggio 2016 sulla pagina dell’Università Popolare. La ragazza racconta di essere stata letteralmente “abbandonata” dallo staff di Seven To Stand; solo grazie all’intervento dei medici è riuscita a risalire la china della salute.

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Ci ho creduto. I risultati a breve termine ci sono stati, ma poi con l effetto riboud [effetto rebound ndNinth] sono precipitata in un baratro. Avevo avvertito De Silvestri del mio stato di salute, ma lui se n’è fregato. Dopo tre fiale di cortisone e impegno dei MEDICI, ho ottenuto una RM dell’encefalo dignitosa. Per il resto, solo parole. Non si lasciano le persone affette da SM, e fiduciose e speranzose, in balia degli eventi. Per quanto mi riguarda, De silvestri e tutto l’endorsement sono una banda di ciarlatani, checché se ne dica. Al diavolo tutti i riconoscimenti dall’America. La vita è una sola, e vale la pena di essere vissuta in pieno.

Un commento pieno di dolore, solitudine e abbandono… al quale il De Silvestri ha risposto spostando la colpa sulla vittima. Secondo il suo ragionamento, se il protocollo Seven To Stand non funzionava sui malati di sclerosi multipla… la colpa era solo dei malati di sclerosi multipla.

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Effetto rebound dovuto a monoclonale e non al nostro protocollo…capisco la frustrazione ma non accetto gli insulti. Soprattutto visto che siamo sempre disponibili(gratuitamente) per tutti. Se vuoi e credi telefona e vediamoci pure.

Purtroppo sai bene, come lo so io, che questa malattia è dura…da soli non è facile tenere tutto sotto controllo. Se ricordi ti dissi anche di venire appena fossi stata in grado (e vale tuttoggi).
Questo come ho sempre detto è un cammino lungo…e abbiamo osservato dati sul seguito del protocollo.
Se ti va ne possiamo parlare insieme.
A presto spero, Fabrizio

Questa falla logica operata da De Silvestri racchiude in sé un fortissimo odio verso i malati di sclerosi multipla. Un odio che ben emerge dalle intercettazioni pubblicate nei giorni successivi al suo arresto. Tutti ammettono di voler vendere un prodotto senza difetti. La cura perfetta. Qualunque effetto negativo doveva essere stralciato, silenziato.

Gli “interessi” dell’avvocato

De Silvestri è evidentemente un uomo a cui non interessano i malati, ma solo il riconoscimento della sua persona. I premi ricevuti nel corso del tempo (“La pagina d’amore 2016”) avrebbero cementato la sua personalità, mentre la falsa cura sarebbe servita solo per “fare i miliardi” – testuali parole – non per curare i malat. In uno stralcio pubblicato su UmbriaOn, si parla di definire “un accordo con un’impresa farmaceutica e una multinazionale”.

oltre ad evidenziare qualche tensione con il direttore della ‘clinica’ Pierluigi Proietti («Siamo in stand by perché non si sa come ragiona», dice alla propria commercialista) – spiega di essere impegnato alla definizione di un’accordo con un’impresa farmaceutica italiana ed una multinazionale: «Se il farmaco non dovesse dare problemi e riusciamo a metterlo sul mercato, facciamo i miliardi con la pala – è il sogno dell’avvocato De Silvestri – perché cambia le leggi della metodologia». Ma un suo grande obiettivo è andare negli Stati Uniti, alla John Hopkins University, a fare il professore. Ciò comporterebbe però un ridimensionamento della clinica che lo stesso vorrebbe scongiurare.

In un altro, addirittura De Silvestri ricorre a un membro della loggia massonica ternana per ottenere un vuoto riconoscimento dall’azienda sanitaria.

alla convenzione con l’azienda sanitaria che – parole sue – «consentirebbe al farmaco, che costa già poco, di essere guardato sotto un’altra luce». L’amico all’altro capo del telefono, storicamente legato ad una loggia massonica attiva anche a Terni, gli passa un medico, donna, che cerca di capire quale strada si possa percorrere e promette di informarsi. [L]’esito della ‘ricognizione’ porta a capire che le convenzioni dipendono dalla Regione e non dalle Usl e che, attraverso qualche conoscenza, la cosa si potrebbe comunque tentare. A questo scopo la donna-medico dice che si potrebbe fissare un appuntamento con un dirigente dell’azienda sanitaria di Terni e che il marito «si impegna a chiamare questo, diciamo, Fratello per sentire se può darci qualche indicazione».

Se lo lasci dire, Fabrizio…

Se lo lasci dire, Fabrizio De Silvestri: su una cosa aveva ragione. Dovremmo vedere la persona, non il camice. Perché ci spaventeremmo nel vedere le maniche del suo allungarsi fin dietro la sua schiena. E ci saremmo allontanati da lei, come è giusto che sia.

Al momento De Silvestri risulta ai domiciliari, in attesa di giudizio. Spero abbia molto tempo per leggere delle sue malefatte – magari questo articolo arriverà alla sua attenzione, chi lo sa.

Si ricordi, avvocato: noi non smetteremo mai di vigilare.

Il Ninth
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Dedico questo articolo alle tre persone che sono state importanti in questo viaggio: Thunderstruck, con la sua pazienza e la sua dedizione nello spiegarmi dove e come il paper fosse errato; Giorgia, la prima che mi segnalò l’articolo-fuffa; Laura, colei che mi disse di andare avanti.

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