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Questo pezzo non tratterà di una bufala vera e propria, bensì di una tendenza pubblicitaria spesso ingannevole che ha per protagonista un elemento importante del nostro metabolismo: le vitamine. Scrivo questo articolo non tanto per mettervi in guardia, ma per aiutarvi a capire quando e perché assumere, qualora fosse necessario. Non si tratta di un attacco verso le società produttrici, ma di un tentativo di chiarezza in quello che è, a tutti gli effetti, un argomento facilmente confondibile.

Su Facebook circola la pubblicità di un’acqua contenente vitamine. Essa segue la strategia tipica del marketing più efficace: uno studente svogliato si sente stanco di fronte alle incombenze universitarie e, pur di avere quel pizzico di energia in più, si affida alle presunte proprietà benefiche della bevanda.

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La pubblicità è simpatica, strizza l’occhio al consumatore con una goffaggine canterina. Essendo un prodotto rivolto a un certo target demografico, in questo caso gli studenti universitari, il messaggio che deve passare è chiaro: “se ti senti stanco, prendi queste vitamine e ti sentirai meglio”. Qui il claim del prodotto.

[L]e vitamine B6, PP, B5 e C contribuiscono al normale metabolismo energetico ed alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. […] In 500 ml […] trovi il 25% della razione quotidiana raccomandata di vitamine PP, E, B5, B6 e H, ed un alto contenuto di vitamina C. È un aiuto per ritrovare vitalità ed energia contro la vita frenetica di tutti i giorni.

Analizziamo insieme la lista delle vitamine contenute in questo prodotto da 500 ml.

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Nella soluzione troviamo 160 mg di vitamina C. La sua dose giornaliera raccomandata per gli uomini oltre i 18 anni è 90 mg al giorno, per le donne 75 mg al giorno; il limite superiore di assunzione è fissato a 2.000 mg al giorno (2 grammi) in uomini o donne oltre i 18 anni (fonte). Tenendo fede all’etichetta, questa bevanda apporta quasi il doppio della dose giornaliera di vitamina C e poco sotto il decimo di quella limite. Si tratta di valori decisamente bassi che difficilmente porterebbero a ipervitaminosi, ma non è nulla più che una semplice bottiglietta d’acqua e zucchero aromatizzata, a cui hanno aggiunto un po’ di vitamine.

La stessa ditta produttrice ci tiene a sottolineare, nello stesso claim, che

una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano sono importanti per mantenere la vitalità e la concentrazione giorno dopo giorno.

Ricapitolando: un’acqua così portentosa, capace di far tornare la concentrazione perché “ha le vitamine”, funziona grazie a uno stile di vita sano e una dieta equilibrata. Un puro controsenso, che trova applicazione nel mondo della pubblicità. È ovvio che siano lo stile di vita e la dieta a portare benefici all’uomo, non il beverone. Se proprio volete “integrare” le vitamine nella vostra “razione giornaliera”, fatevi una spremuta oppure variegate ciò che mangiate ogni giorno della settimana.

Quanto ai “magici poteri” derivati dall’integrazione di vitamine, “non vi è nessuna prova che [essa] migliori le performance psichiche o fisiche di una persona in salute” (Di Grazia, Salute e Bugie). Chi beve queste “acque addizionate” e già gode di una certa salute si autoconvince di un sensibile miglioramento nelle prestazioni personali, ma le prove cliniche smentiscono il tutto e dimostrano il contrario. Questa pubblicità in particolare suggerisce che l’acqua aiuti nello studio, ma è una correlazione falsa promossa per soli scopi commerciali.

Allarghiamo un po’ il discorso e parliamo di un altro prodotto promosso come “aiuto”, cioè l’integratore vitaminico. Soprattutto nel periodo invernale, c’è un aumento significativo delle pubblicità di integratori di sali e vitamine: lo scopo è quello di attirare il consumatore medio convincendolo della possibilità di ottenere “una marcia in più”. Le promesse sono sempre quelle: rinforzo del sistema immunitario, pieno di energia e quant’altro di positivo vi possa venire in mente.

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È vero che le vitamine siano importanti per il nostro corpo, ma come prima, chiunque goda di una discreta salute già di suo non ha bisogno di integrare altro di più. È anzi importante capire quando assumerle. Se state seguendo un regime dietetico particolare, se avete recentemente subito un intervento o, perché no, avete disfunzioni a livello di organi (fegato o pancreas, per esempio), avete il pieno diritto di sapere se il prodotto fa per voi. L’integrazione ha senso, quindi, qualora esistesse una causa sufficientemente importante perché il nostro organismo non trovi il necessario sostegno nutritivo dall’alimentazione quotidiana (cfr. Salute e Bugie). Se siete sani e in forma, questi prodotti potrebbero rivelarsi dannosi.

Si fa spesso un gran parlare delle vitamine come di qualcosa di assolutamente positivo, buono per natura. Ci si dimentica però che un’assunzione continua ed eccessiva di vitamine può comportare rischi per la nostra salute. Riporto qui alcune parole del biologo nutrizionista Giuliano Parpaglioni:

A seconda del tipo di integratore, è possibile una sovraesposizione ad un determinato nutriente che può causare una grave intossicazione o, a lungo andare, favorire malattie più gravi. […] Chi segue una alimentazione di tipo vegano, chi ha superato i 50 anni di età, chi prende metformina per regolare la glicemia e combattere il diabete, ad esempio, ha bisogno di B12, perché è impossibilitato a ricavarla dal cibo, e questo è solo uno dei molti casi in cui si deve far riferimento ad una integrazione, il problema sorge quando questa necessità non c’è: se l’alimentazione è equilibrata e completa e se il nostro corpo riesce ad assimilare tutto quello di cui c’è necessità dal cibo, non servono integratori.

Molti credono che un continuo apporto di vitamine sia necessario per il corretto funzionamento dell’organismo. Sebbene possa essere vero per certi casi più gravi, lo stesso non si può dire di chi gode di una discreta salute. Non ci rendiamo conto della bontà dei nostri cibi e spesso siamo convinti che ciò che assumiamo sia insufficiente per il nostro stile di vita. Ci vorrebbe dunque un’educazione all’alimentazione avendo un occhio di riguardo alla nostra salute.

Prestate sempre attenzione e andateci piano. Spesso la pubblicità parla a tutti di un prodotto che in realtà dovrebbe coinvolgere pochi. Affidatevi agli esperti per i vostri problemi, non alla pubblicità.

Il Ninth

(si ringrazia Connacht per la supervisione scientifica)