NO, la Cassazione non ha deciso attenuanti su uno stupro “completo”.

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Venezia per un uomo che avrebbe ripetutamente stuprato sua moglie. Contrariamente a quanto riportato dai giornali, la Corte ha stabilito un nuovo processo d’appello per stabilire una nuova pena. Questo perché non sono state ritenute ammissibili le motivazioni per cui non sono state concesse. (si ringrazia Alba per la precisazione).

In poche parole,

la Cassazione ha annullato una sentenza solo formalmente scorretta!

Riporto qui uno stralcio dall’articolo di Antonio Rispoli, redattore di JulieNews. Si spiega così il nodo cruciale.

Nella sua sentenza la Corte di Cassazione annulla con rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Venezia (cioè ci dovrà essere un nuovo processo d’appello, che dovrà stabilire la nuova pena) nella parte in cui dice che questo non può essere considerato un caso di lieve entità perchè c’è stato un rapporto sessuale completo.

Per capire questo punto, eminentemente giuridico, c’è bisogno di leggere gli articoli 609 bis e seguenti del Codice Penale, che riguardano lo stupro. Si legge che c’è la possibilità di casi definiti “di lieve entità” che possono godere di una pena ridotta fino a due terzi. Questa eventualità venne inserita perchè, quando vennero redatti gli articoli, si considerò violenza sessuale anche gesti sessualmente espliciti e sgraditi come una pacca sul sedere o il toccare i seni. Ma non potevano essere condannati alla stessa pena di uno stupro con un rapporto sessuale completo; per cui si inserì quella clausola

Dunque la Cassazione NON HA deciso attenuanti: casomai ha corretto una falla logica nella decisione di un singolo giudice. Come riporta ancora Antonio Rispoli,

[s]e non si vogliono concedere (e questa rimane una decisione del singolo giudice) la scelta va motivata in un’altra maniera e dopo aver esaminato tutto lo scenario. (fonte)

La decisione della Cassazione risale al 25/09 –  ben DUE giorni fa – eppure si viene a sapere solo adesso di questa cosa. 48 ore di latitanza nell’informazione rappresentano un’occasione ghiotta per un certo giornalismo d’assalto, specie se ideologicamente caricato. È un periodo ottimo per rielaborare le notizie e piegarla al messaggio che si vuole lanciare. Sono gli stessi imbecilli che hanno sparato la bufala estiva di Schettino professore all’Università. Tutto per rimpinguare le magrissime casse dei propri giornali a colpi di click indignati.

Come riportato anche da Alba qui sotto nei commenti, “nella migliore delle ipotesi la pena resterà immutata ma nella peggiore le attenuanti potrebbero in linea teorica venire riconosciute”. Noi ci auguriamo che la giustizia – E SOLO QUELLA – faccia il suo corso.

Resta chiaro, come dice la nostra Alba, che “l’annullamento si basa sulle motivazioni per cui le attenuanti sono state negate e non certo sul fatto che debbano essere riconosciute“. Per chi volesse capire quando scattano le attenuanti, si legga questo articolo.

[AGGIORNAMENO 15:00 27/09] Per quanto riguarda la vicenda, il sottoscritto si ripromette di tornare qui una volta conosciuti nuovi dettagli. Nel frattempo,

DIFFIDATE DAI TITOLI A EFFETTO!

Ancora una volta, l’informazione italiana mostra il fianco.

Il Ninth