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Dopo lo sciacallaggio sulle false cure a base di marijuanaEvoluzione Collettiva (ex-Frasideilibri) si ripresenta disinformando su una iniziativa privata contro la violenza sulle donne.

Se vedi un punto nero sul palmo della mano di una donna, chiama subito la Polizia!

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Di seguito qualche estratto:

[È partita] una nuova campagna negli Stati Uniti il cui obiettivo è non solo sensibilizzare il mondo [sulla] violenza sulle donne, specialmente quella domestica, ma anche quello di far uscire allo scoperto le vittime facendo sì che queste possano denunciare gli abusi subiti[. È] anche un modo per permettere alle vittime di rompere il muro di silenzio e paura che si sono costruite attorno lanciando un segnale ben preciso: bisogna intervenire immediatamente! [S]e ti capiterà di notare una persona con un punto nero sul suo palmo, aiuta questa persona e chiama la polizia!

Stando all’articolo, questa iniziativa

permette alle autorità (polizia, carabinieri, medici, etc.) di capire che stai vivendo una situazione di violenza, e che hai bisogno di aiuto, ma che non sei in grado di chiederlo perché il tuo aguzzino sta guardando ogni tua mossa.

Fin qui non ci sarebbe nulla da dire: posto così, l’articolo di Evoluzione Collettiva lascia intendere la falsa nozione che si tratti di una realtà ben avviata. Addirittura si parla di “decine di donne salvate” e di “migliaia di donne” aderenti al progetto. Peccato che nulla di tutto questo sia effettivamente dimostrabile.

Come riporta Snopes, l’idea di disegnare un punto nero sulla mano è della Black Dot Campaign, una campagna che ha avuto origine nel Settembre del 2015. Contrariamente a quanto scritto dal becero articolista, la campagna non è riconosciuta dagli enti americani. I fondatori di questa campagna hanno spiegato come fosse in realtà una mera idea da rendere virale il più possibile affinché più donne potessero partecipare.

The original ethos for this campaign was to enable a victim to put a dot on their hand around someone they trusted to enable a conversation to start, so they could open that door and hopefully start a process of seeking professional help.

Una idea social della quale le forze dell’ordine e sanitarie americane non sono state messe al corrente, confermando dunque il carattere puramente personale dell’iniziativa.

Professional bodies have not been advised or trained in the Black Dot, what it symbolises and what it means.

A tutt’oggi il profilo originale di The Black Dot Campaign è stato rimosso da Facebook dagli stessi fondatori e sopravvive solo tramite pagine amatoriali slegate dal progetto iniziale. Bisogna dirlo: purtroppo si è trattato di un fallimento per via del suo punto di forza – la viralità.

Ricorderete sicuramente la bufala dei segni degli zingari. Supponendo per assurdo che i segni fossero autentici, un “codice segreto” non sarebbe più segreto una volta rivelato. Così si esprime Project Sanctuary, una delle tante associazioni americane dedicate al contrasto della violenza domestica: una campagna mediatica attira l’attenzione anche dei partner violenti, i quali diventerebbero molto più sospettosi. Se il “punto nero” è un modo silenzioso per gridare al mondo la propria violenza, quale sarebbe il miglior momento per mostrarlo? Sotto il pieno controllo di chi abusa, la vittima non rimarrebbe mai propriamente da sola.

The campaign is getting a lot of attention, so abusers may also be aware of it. They might question why their partner would have the dot on their hand. A well-meaning family member could also see the dot, and inadvertently compound the violence. The Black Dot was a way to silently tell someone that you are in a domestic violence situation, but when would it be appropriate to use it? At the grocery store? At the doctor’s office? Someone who was being completely controlled would be told by the abuser that they want to be in the exam room, so the victim would not be able to tell their doctor that they were in a domestic violence situation.

Fra l’altro, dottori e infermieri (almeno in America) hanno una buona idea di come riconoscere i segni della violenza:

Most medical professionals are highly trained to look for cues that might suggest someone was being abused. They would ask the alleged abuser to leave the room to have a confidential conversation, and the black dot would not be necessary.

Lungi da me commentare una questione delicata come quella della violenza domestica. Non fraintendetemi: trovare un modo per aiutare le vittime di violenza a uscire dall’orrore domestico è un intento encomiabile. Nel mio piccolo posso fare davvero poco, ma cari lettori e care lettrici, se siete vittime di violenza domestica, imparate prima di tutto a riconoscere i segnali dell’abuso.

  • Il vostro partner controlla movimenti, progetti e attività generando in voi isolamento sociale, distanziandovi dal mondo e dandovi la falsa idea di amare la vostra reclusione;
  • Per generare paura, spesso distrugge cose e oggetti ai quali voi tenete particolarmente; se ci sono animali in casa prenderà di mira anche loro;
  • In situazioni sociali, come nei locali pubblici o in ambienti all’aperto frequentati da altre persone, chi abusa di voi cercherà in tutti i modi di umiliarvi pubblicamente;
  • Spesso accompagna minacce verbali alle violenze fisiche, disprezzo finalizzato a ridurre l’autostima. Frasi tipiche possono essere: “Sei una stupido/a”, oppure “Non capisci niente”, “Non sei intelligente” oppure “Non fai mai niente che possa andare bene!”;
  • Il vostro partner ricorre a stratagemmi psicologici finalizzati ad annullare la vostra volontà. Quando siete al lavoro, il partner cercherà in tutti i modi di ostacolare la serenità nei rapporti di lavoro sviluppando atteggiamenti negativi verso i colleghi di lavoro. Potrebbe farvi sentire in difficoltà di fronte alle nuove attività; potreste avere problemi di concentrazione.
  • Il vostro partner vi costringe ad assumere comportamenti servili, ripetendovi “Qui comando io” o “Tu mi devi solo rispettare”;
  • Il vostro partner usa i figli per raggiungere i suoi scopi, minacciando di portarli via qualora decideste di parlare;
  • Se durante una lite rimanete feriti e il vostro partner, di fronte all’evidenza tende a negare i fatti di violenza;
  • Di fronte ai vostri tentativi di parlarne con altri dei fatti che accadono fra le mura domestiche, il vostro partner minimizza l’accaduto: “Una semplice discussione”, “tutto normale in un rapporto di coppia”.

Se la vostra vita è un inferno, rivolgetevi alle Forze dell’Ordine, oppure individuate una persona vicina con la quale si ha confidenza. Fate tutto, MA NON RIMANETE IN SILENZIO.

Il Ninth
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Piccola aggiunta da maicolengel:

Non molto tempo fa un’amica ha subito tutto quanto riportato nell’elenco qui sopra, io la vedevo molto poco se non in quanti vicini di casa, ma avevo notato come l’uomo che l’accompagnava da un po’ fosse onnipresente e “strano”.  L’ultima volta che ci siamo incontrati al bar per sbaglio abbiamo preso un caffè e ho tentato di offrire aiuto, di capire cosa stesse succedendo, forse non tanto quanto avrei dovuto. Pochi giorni dopo la famiglia ne ha denunciato la scomparsa. Nel giro di qualche settimana si è scoperto che lui l’aveva uccisa ed occultato il cadavere. Vivo da allora col rimorso di non avere fatto a sufficienza. State sempre in occhio, cercate di esser presenti per amiche e conoscenti che pensate possano subire abusi, spesso la psicologia di questi soggetti è tale da non premetter loro di capire quanto stanno vivendo, ma intervenire con fermezza è importante, per loro e anche per voi stessi.

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