L’anziano reduce balilla

Non passa giorno senza una bufala clamorosa.

Ci avete segnalato questa curiosa storiella dal sito Ripuliamo l’Italia.
fascio
La storia in breve: un anziano, classe ’32, riceve la visita di due truffatori, spacciatisi per dipendenti Enel. L’arzillo vecchietto viene derubato, ma invece di arrendersi tira fuori la sua grinta e il suo vanto di essere fascista. I due energumeni vengono stesi e lui… arrestato.
Ripuliamo l’Italia è un sito molto simile a Tutti i crimini degli immigrati e VoxNews per gli argomenti, il tono scelto e il target di riferimento. C’è una piccola differenza… leggendo un po’ la pagina “Disclaimer”, si suggerisce che sia una testata “parodistica”. Potrei anche fermarmi qui, ma siccome in molti ci sono cascati, meglio mettere i puntini sulle “i”.
Un rapido giro di telefonate alle questure di Porto Torres e di Sassari sciolgono ogni riserva di dubbio: questa storia non è accaduta. Le foto usate nell’articolo sono immagini di repertorio; in particolare, l’anziano in foto è Mario Nicollini, presidente dell’Unione Combattenti della Repubblica Sociale Italiana, spentosi pochi giorni fa. L’altra – con il poliziotto – è una semplice foto di repertorio.
Così com’è scritta, vuole sembrare una specie di “racconto di rivincita” con una punta di surrealismo.

“Sono di un’altra pasta” ,afferma l’uomo “ho militato nei reparti d’assalto fascisti e questa gentaglia non mi fa paura, oggi come ieri”- afferma il raggirato che aggiunge – “Quando c’era Lui si dormiva colle porte aperte”.

A parte il classico luogo comune del “Quando c’era Lui, caro lei”… come è possibile che un balilla facesse parte dei reparti d’assalto fascisti? E già che ci siamo, come può essere un balilla se nel ’37 l’Opera Nazionale Balilla è stata dissolta? Certo, dopo è subentrata la GIL (Gioventù Italiana del Littorio), ma i giovani addestrati all’uso delle armi dovevano aver compiuto quantomeno il diciottesimo anno di età! E ancora: che io sappia, la GIL raccoglieva i giovani dai 6 ai 21 anni precedentemente dipendenti dall’Opera Nazionale Balilla e dai Fasci Giovanili di Combattimento. Per farlo, avrebbe dovuto essere iscritto alla scuola elementare (come stabilito nel ’33) oppure iscritto alla nascita all’anagrafe (questo nel ’36). Di nuovo: come ha fatto a entrare nei reparti d’assalto fascisti? Chi è questo fenomeno – il figlio di Rambo?

1-rambo-coltello-sceriffo
Rappresentazione drammatica dell’inseguimento di uno dei due truffatori. Si ringrazia Stallone per la controfigura.

Parlando di coltellacci, qui si indica il gladio romano come “tipico” di un balilla. Io non so voi, ma l’arma che più ricorda i balilla è il moschetto – e anche in quel caso, ai figli della lupa era previsto esercitarsi con una versione giocattolo dello stesso!
E indovinate un po’ chi sono i due truffatori?

Della coppia di truffatori gli inquirenti hanno stabilito che uno è italiano e risiede in un centro sociale occupato, l’altro è straniero – quello col caschetto in testa – noto spacciatore albanese.

Tu guarda la coincidenza! Centri sociali e spacciatori albanesi! Drogati, di sinistra e battenti bandiera rossa (se non altro, la bandiera albanese lo è)!
Ma la chicca è questa:

L’anziano è stato iscritto nel registro degli imputati per minaccia aggravata con arma bianca, ma vista la sua età non dovrebbe subire ripercussioni giudiziarie.

Se davvero fosse così, dovrebbe essere iscritto nel registro degli indagati, non degli imputati! Si diventa imputato quando si viene rinviato a giudizio – e non mi sembra che la polizia faccia da giudice, giuria e boia!

 

judge-dredd-stallone-050812
“Drokk. Ne abbiamo un altro.”

Ecco, lo sapevo. A citare Stallone, mi è venuta voglia di una ragguardevole “serata pattume”. Gli ingredienti? Uno che si sloga la clavicola per passare attraverso una porta aperta, visione back-to-back dei due capitoli de “I Mercenari”; cocktail alla mela verde, Fanta, energy drink del Lidl e bibita all’ACE; squalini blu, Pringles alla panna acida, patatine alla pancetta E RUTTO LIBERO.
Morale della favola: storia fasulla con intenti parodistici. Non difende il fascismo, né lo glorifica; non fa altro che prendere in giro chi ci casca. E, soprattutto, chi non controlla la notizia.
Specialmente il sottoscritto, che si è fatto il popò come una capanna per sbufalare una cosa prima di controllare il disclaimer.
Il BeliNinth