PINTOFSCIENCE

Se aveste seguito la mia pagina Facebook – a proposito, eccola – avreste letto il mio post riguardo Pint Of Science. Ero presente in quel di Genova al pub Britannia. Avevo voglia di farmi una birretta con gli amici.

E per dirla come va detta:

è stata una grande esperienza divulgativa.

Pint of Science è un’iniziativa che lega due dei miei amori, uno dei due recente. Non c’è nulla di più inebriante della soddisfazione di una curiosità grazie a una serena e rilassata forma di divulgazione scientifica. Non so voi, a me fa piacere quando un professore abbandona il rigore a cui noi siamo abituati e fa quel tipo di lezione che non ti aspetti, vicina allo studente. E quale migliore occasione per farla, appunto, se non di fronte a una pinta di birra – preferibilmente una non pastorizzata o rossa, nel mio caso?

L’iniziativa è stata immaginata per la prima volta nel 2012 nel Regno Unito e si è espansa a poco a poco in altri, dapprima pochissimi, paesi. Dal 2014 la Pinta di Scienza è offerta negli Stati Uniti e in Svizzera, Francia, Irlanda e Australia. L’idea di fondo resta sempre quella della simultaneità: nello stesso momento in cui state ascoltando qualcosa di matematica, in altre città ci sono persone che stanno per assistere, o hanno già assistito, a un altro argomento su un tema completamente diverso.
Quest’anno i paesi in cui si tiene l’evento sono nove e dal 18 al 20 maggio ci sono eventi in Italia. Genova, Pavia e Milano, Trento, Siena, Roma: sei città, cinque se contiamo la concomitanza tra Pavia e Milano, dove la Scienza ha scelto di mettere a disposizione del pubblico vecchie e nuove delizie scientifiche, in un’atmosfera di totale relax. Se volete saperne di più, qui potete trovare un programma completo dell’evento suddiviso per città, locale e tipo di divulgazione.
In Italia l’evento è gratuito e l’ingresso è libero. Gli speaker presenti all’evento ci mettono Scienza, il Sapere e la passione nel condividere ciò che li appassiona. Se vi doveste ritenere soddisfatti della serata, la donazione è libera e mai obbligata.

Al Britannia di Genova ho assistito a due interventi. Il primo era interamente dedicato alla recente missione di Rosetta per l’analisi della cometa – ricorderete bene il “simpatico” servizio di Mauro Buffa, per il quale la Scienza avrebbe rovinato “la magia del Natale”. L’intervento ha cavalcato l’onda del ricordo per spiegare quello che è il futuro della ricerca spaziale e le sue implicazioni nel breve e lungo termine soprattutto in termini di avanzamento tecnologico alla nostra portata; non trascurabile poi l’ottima spiegazione del motivo per cui non è possibile fare previsioni su quanto tornerà in funzione Rosetta, avendo consumato la carica delle batterie ed essendo ora in attesa della luce del Sole. Il tutto spiegato senza mai annoiare da Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Di ben altro indirizzo, ma di un tenore non inferiore al precedente, l’intervento di Paolo Morettini. Il bosone di Higgs scoperto nel 2013 è stato non tanto il protagonista, quanto la chiave di volta di un bellissimo excursus sul come si è arrivati alla sua scoperta: dalla creazione del bellissimo Modello Standard ci si è spinti attraverso un “maledetto truccaccio matematico” che ha portato la ricerca verso un nuovo livello; i successivi dati hanno regalato conforto da quello che poteva sembrare un semplice azzardo, ben ripagando la curiosità degli scienziati.

Ovviamente non si parla solo di questo in tutti i pub scelti dall’evento Pint of Science. Come ho già detto prima, l’idea è quella di un evento contemporaneo con interventi che coprono una buona serie di argomenti diversi tra loro. Nel mio caso si è parlato specialmente di fisica, ma sono previsti interventi di biologia, giusto per tirarne fuori uno.

So che potrebbe sembrare nulla più di un caldo invito e magari le immagini – amatorialissime – non trasmetteranno quella passione e quell’interesse che tanto ha mosso relatori e appassionati insieme. Di mio posso solo dirvi questo: ho visto un Sapere distribuito a piene mani con una sorprendente leggerezza, senza trascurare la precisione alla quale le arti scientifiche ci abituano.

Era da tanto che non vedevo tanta fame di Scienza così ben rifocillata.

Di sete no. A quella ci hanno pensato le tre pinte.

Il Ninth
(theninth chiocciola butac.it)