Il protocollo 7toStand

SCLEROSIMULTIPLA-SCONFITTA

AGGIORNAMENTO 09/12/2015

Nelle prime versioni di questo articolo, il protocollo veniva presentato da alcuni siti che definire discutibili è poco. La recente ribalta di questo avvocato mi spinge a mettere quantomeno il nome di questa fantomatica terapia che, ancora oggi, non presenta alcuna qualità terapeutica.

Noi di BUTAC – e io Ninth in particolare – resteremo a vegliare. Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza.

======

È facile, forse per disperazione o magari per sfiducia personale, cadere nella trappola della panacea, la cura di ogni male. Ed è ancora più facile incazzarsi di fronte a immani presunzioni della “soluzione a portata di mano” a opera di perfetti signori nessuno. Oggi è il turno di “Seven to Stand”, o “7 to Stand”, oppure “7toStand”.

Di recente mi è stato segnalata un’agenzia di stampa mai sentita prima. Questo aggregatore di notizie è in realtà un blog della piattaforma WordPress senza un briciolo di autorevolezza che probabilmente raccatta la peggior feccia dell’universo informativo, eppure pretende di sbandierare la bomba del millennio, con tanto di banner urlanti.

SCONFITTA la sclerosi multipla!download (20)

Ah, davvero? Una notizia così importante per il genere umano… e la lancia un sito che condivide lo stesso dubbio di esistenza con il Papersera?

Uno “sgub” del genere sarebbe su tutte le prime pagine dei giornali, ma troverebbe conferma soprattutto nei principali siti dedicati alla Ricerca Scientifica.

Una sobria pomposità tipica di certi pubblicitari di serie Z ci vuole convincere che la cura esista e funzioni davvero. Roba uscita da una recita scolastica in cui i bambini rifanno la pubblicità della Miracle Blade.

La paura di andare dal medico quando avvertiamo qualcosa che non va è dovuta dal timore che il responso sia: MALATTIA INCURABILE. Adesso la vita umana si è allungata e c’è la necessità che sia di buona qualità. A nessuno piace sopravvivere immobilizzato su di un letto, con tutte le conseguenze che comporta.  Sogniamo un domani nel quale di fronte a una diagnosi infausta potremmo affermare: “Meno male che c’è una cura!”. Il mondo è pieno di malati cronici in attesa di una soluzione ai loro gravi problemi. Puntano sul progresso scientifico delle case farmaceutiche e sono demoralizzati nel non avere risposte, “La speranza ormai è un’abitudine” cantava Luigi Tenco negli anni 60. Una risposta importante, però, è in arrivo. Riguarda che soffre di sclerosi multipla di artrite reumatoide e in generale tutte le malattie autoimmuni.

Gente, soffrite di sclerosi multipla E di artrite reumatoide? Avete almeno una delle malattie autoimmuni? La soluzione è arrivata con l’arrotino e l’ombrella- no, aspettate, mi dicono che “è in arrivo”! Insomma, prendete tempo, sbrigatevi, a voi la scelta, non fate tardiMa non finisce qui:

Tutto questo grazie agli studi effettuati dall’ente di ricerca dell’università Homo & Natura guidata dall’avvocato De Silvestri che con il suo staff hanno avuto un’ approccio differente tra l’attuale che tenta di rallentare l’inevitabile e una nuova visione di affrontare le degenerazioni, ripristinando le funzionalità originaria della guaina mielinica dei nervi. Una scoperta nata dalle disperazione di chi è malato di sclerosi e non vuole arrendersi fino a trovare un mix di farmaci che funziona, unito a un protocollo riabilitativo. Sette settimane per rimettersi in piedi, sembra un miracolo, ma adesso è realtà.

Uno studio di una sconosciuta università privata di cui mai avete sentito parlare prima ve lo dice chiaro e tondo: basta con quelle disperate ricerche di un farmaco che funzioni, adesso potete star meglio in “sole” sette settimane! Parola di avvocato! Lo sanno tutti che gli avvocati sono espertissimi in materia di malattie neurodegenerative, che lavorano notte e giorno per il benessere dei nostri cari in maniera totalmente disinteressata.

La presa in giro è dietro l’angolo. L’Università a cui si fa riferimento non è un istituto riconosciuto dal MIUR. Non si tratta di una vera Università a sensi di ordinamento, ma di una semplice associazione.

miur_università

Si parla di corsi sulla “naturopatia scientifica” e di “consulti naturopatici”, roba per la quale usare il termine fuffa è un complimento. Per non parlare poi del tanto decantato approccio differente. Lo si vede tutto nella créme de la créme che compone il team di ricerca: a vario titolo figurano esperti di fuffologia applicata come la cristalloterapia, l’ipnosi regressiva, l’Ayurveda e la naturopatia. Coloro che dovrebbero essere titolati a fare ricerca, fra l’altro, non presentano alcuna delle competenze necessarie per farla – lo vedremo tra poco.
A capo di tutto abbiamo un bell’avvocato. Così, tanto per difendersi in caso di damage control. E salvarsi la faccia.

Parlavamo di una cura per la sclerosi multipla, se non erro. Nella sezione “Ricerca”, il sito propone il protocollo 7toStand, che promette la miglior cura possibile sul mercato. Anzi no, scusate, è solo un “nuovo orientamento per il miglioramento delle condizioni cliniche” del malato di sclerosi multipla. Niente cura, niente di nuovo che già altre pseudocure non offrono. E non basta la spiegazione dell’avvocato, come riportato anche sotto i nostri commenti e sul sito Today.it

“Personalmente non somministro cure né rimedi miracolosi essendomi limitato a richiedere il brevetto per innovazione d’uso per un mix di farmaci già noti e usati da oltre 20 anni da me usato con successo inatteso vista la situazione in cui ero! Ho concesso la licenza d’uso del suddetto mix al dott. Pierluigi Proietti di Terni, medico da oltre 40 anni che valuta di volta in volta la somministrabilità del suddetto mix.”

Innovazione d’uso, dunque, e un permesso da un altro dottore. Niente cura. Però intanto ha dato l’okay a titoli come “SCONFITTA la sclerosi multipla”, “Sclerosi multipla addio” e via discorrendo. Perché non chiedere rettifica subito, anziché andare in giro sul suo sito dove, guarda caso, ci vuole convincere della sua bontà?

E soprattutto, quali competenze ha il dottor Proietti, medico chirurgo specializzato in odontostomatologia? O meglio, ODONTOIATRA?

proietti

Per poterci convincere che il prodotto sia davvero così miracoloso, c’è perfino un canale YouTube pronto a mostrare che “la terapia funziona” mostrando le testimonianze di malati di sclerosi multipla apparentemente guariti (o solo migliorati?). Una delle sicure spie rosse della fuffasi cerca di far passare l’aneddoto per “dato di fatto” al di fuori della prova scientifica. Fa male vedere come fra questi figuri un attore ahimé noto per essere afflitto da sclerosi multipla, ovvero Rodolfo Laganà.

Le testimonianze sono fin troppo brevi, le parole troppo mirate all’elogio; in alcuni punti è possibile notare vistosi tagli nel montaggio. Impossibile dunque definirle “autentiche” o spontanee. Troviamo anche video che dovrebbero spiegare in cosa consista questa terapia, ma è tutto fumoso e non chiariscono un bel niente sulla serietà del progetto.

Fanno sembrare tutto meraviglioso e perfetto. Se c’è una cosa che l’affaire Vannoni ci ha insegnato, è che non possiamo fidarci di semplici video motivazionali: di venditori di sogni ne abbiamo avuto abbastanza. A noi servono prove concrete non ci basta più la semplice speranza. Se pensano di convincervi ancora a credere alla favoletta della cura perfetta e adatta a qualunque soluzione, lasciate che vi ricordi come qualcuno abbia pensato bene di spacciare feci e urine caprine come terapia per i tumori. Sono dannatamente serio.

Almeno questa presunta Università della fuffa ci concede la possibilità di visionare il paper di questo progetto.

Dei tre autori di questo studio per il 7toStand, il primo è il fondatore dell’università, l’avvocato che sostiene di avere una passione per la Scienza… e che affonda le radici nella naturopatia. Come buona parte dell’università. Egli è un “esperto in Medicina legale e delle assicurazioni”. Dunque, un mero avvocato senza alcuna nozione scientifica vera e propria. Verrebbe da chiedersi quali siano le sue fonti scientifiche di riferimento…

Gli altri due sono un ingegnere biomedico che pensa bene di mettere in primo piano le sue esperienze al conservatorio e il suo vezzo per l’elettronica; una fisioterapista, perché “quote rosa”. Di questi tre, lei sarebbe l’unica ad avere le competenze necessarie per parlare di sclerosi multipla, ma potrebbe farlo solo dal punto di vista della riabilitazione motoria. Anche lei, come il fondatore dell’associazione, è dedita alla naturopatia. Ed è anche co-fondatrice dell’associazione, per giunta! Zero conflitti di interessi, tutto disinteresse.

Con una simile presentazione e visti i “fini ricercatori scientifici” del cui prezioso contributo si avvalgono in sede di ricerca, qualunque cosa venga proposta da loro come prorompente novità nella ricerca medica ha lo stesso valore del tre di cuori quando la briscola è bastoni.

Questi signori nessuno avrebbero trovato la cura che sconfiggerebbe la sclerosi multipla. Se così fosse, perché non è stata presentata a un comitato scientifico? Perché tutta questa fretta nel disporre già di un brevetto, “sia mai che ci rubino l’idea”? Una cura che non viene spiegato se sia o meno sperimentale ma che di sicuro ha migliorato la vita a tutti coloro che vi si sono sottoposti… a me sembra si voglia rifilare una sòla di quelle mostruose.

Il paper non scioglie alcun dubbio. Pare cominciare nel migliore dei modi, spiega perfino con una certa precisione cosa sia e quanto sia terribile la sclerosi multipla. Va detto che chiunque può scrivere bene a proposito, specialmente chi ha abbastanza olio di gomito da copiare e incollare da qualsiasi testo dedicato alle neuropatologie. Quando alla fine si giunge al nocciolo della questione, ovvero in cosa consista questo strabiliante nuovo protocollo terapeutico, appare il Nulla di Fantàsia.

Il passaggio dalla sperimentazione dai campioni murini all’uomo è stato effettuato tenendo conto di alcuni aspetti basilari. L’attuale diffusione in ambito farmacologico dei principi attivi del nuovo preparato farmaceutico ha permesso di considerare accettabili i rischi sull’uomo tenendo quindi come fattori di esclusione dell’applicazione la comprovata sensibilizzazione ad uno o più principi attivi e/o la presenza di danni rilevanti a carico del fegato e dei reni, conseguenze correlabili all’azione nel tempo di una progressiva intossicazione da farmaci utilizzati nelle tradizionali terapie condotte sulla sclerosi multpla (immunomodulanti, immunomodulatori, steroidei e cortisonici). Ulteriore fattore di esclusione è stata anche la valutazione da dipendenza farmacologica, in particolare da psicofarmaci: in linea generale si è ritenuto basilare valutare l’efficacia del farmaco senza possibili interazioni con altri composti farmaceutici che avrebbero potuto alterarne l’effetto, in particolare inibendone l’azione.

Non viene spiegato alcunché. Solo un breve accenno a un generico cambio di alimentazione tendente a un’esclusione di latticini e carni rosse, assieme a un’esclusione di frutti come il pompelmo e l’ananas. Non ho trovato granché riguardo l’ananas, ma qui c’è la lista dei farmaci con i quali interferisce il pompelmo. Forse tanto “nuovo” questo farmaco non è…

Spunta fuori l’esistenza di una versione inglese dello “studio”, pubblicata sulla homepage inglese del sito “universitario” nella sezione “Research”. Consta di qualche pagina in più e a parte far sorgere l’ovvia domanda (perché non tradurla e mettere questa versione sulla pagina principale italiana?) presenta almeno un lato positivo: elenca i principi attivi adoperati nel presunto protocollo medico miracoloso. Si parla di minociclina, atorvastatina e fluconazolo – vi linko ciascun farmaco separatamente, in modo da capire di cosa sto parlando. Sappiate che si trattano rispettivamente di un antibiotico, una statina e un antimicotico.

multiple-sclerosis-demyelinizationAlla stregua della versione italiana, a parte qualche infografica in meno, il paper si presenta molto più generico e glissa ancora sul protocollo farmaceutico. Abbiamo un campione più grande (150 volontari con una malattia in corso da almeno 5 anni) ma è presentato con una certa sufficienza e scarsa possibilità d’orientamento. Le nozioni introdotte a proposito di sclerosi multipla e farmaci adoperati sono presenti in una forma più o meno elaborata rispetto al paper italiano, ma manca ancora una parte fondamentale per capire il suo funzionamento: la suddivisione per livello di disabilità dei volontari. Vengono mostrate infografiche riguardo la scala Kendall e Barthel… ma di chi sono? Di quanti pazienti? Possibile che tutti i pazienti arrivino a e siano partiti da uno stesso livello di abilità e disabilità? Inoltre, quali correlazioni ci sono fra ascisse e ordinate delle infografiche? Per essere precisi, il paziente X che soffre di un grado di disabilità all’inizio della terapia, è lo stesso paziente X che ha recuperato successivamente un certo grado di abilità al termine della terapia?

Alcuni di questi soggetti sono rimasti addirittura invariabili… almeno così sembra. Per non parlare della totale assenza del doppio cieco e del gruppo di controllo. Necessari, quando si parla di “experimental drugs” nel testo.

Un po’ di chiarezza non guasterebbe in questa situazione fumosa, ma non si è forse detto che questo protocollo avrebbe sconfitto la sclerosi multipla?

Con un campione non rappresentativo si corre il rischio di ritrovarsi solo con risultati favorevoli all’ipotesi di partenza, arrivando a una falsa dimostrazione che il protocollo funzioni. Ora, io ne so esattamente quanto una marmotta investita da un camion sull’A1 a Ferragosto, ma secondo voi un campione composto di sole 5 persone dalle quali si sono riscontrati solo effetti positivi; un campione così piccolo, insomma, è davvero rappresentativo di tutti i malati di sclerosi multipla? Da qui al cherry picking il passo è breve. Così com’è, lo studio è aria fritta.

Manca soprattutto una lista degli effetti collaterali – un passaggio importante che non può mancare in qualunque studio o terapia che si vuole introdurre. Giusto per dare un esempio, l’atorvastatina può causare una patologia muscolare nota come rabdomiolisiNon esistono cure senza effetti collaterali, non specificarli già nel paper è sintomo di poca trasparenza e superficialità.

Se fosse stato sottoposto a una revisione tra pari, il paper a quest’ora sarebbe buono solo per avvolgerci il pesce. E perfino quel ruolo sarebbe messo in discussione. Mancano la bibliografia, le fonti, i materiali e i metodi utilizzati; è deficiente di quegli elementi necessari affinché qualunque esperto possa valutare la bontà dei dati riportati e l’efficacia del metodo proposto. Dove sono la dose, la modalità e il tempo di somministrazione dei farmaci – ammesso che di farmaci si stia parlando – che si asserisce di dare ai pazienti? Dove sono le analisi statistiche dei risultati ottenuti? Si parla di un “nuovo preparato farmacologico”… perché non nominarlo apertamente?

Voi potreste dire, “magari non vogliono che si diffonda troppo questa trovata miracolosa”. A parte il fatto che a questo punto non avrebbe senso annunciarla pubblicamente sul web o sui giornali, ma la domanda da porsi è un’altra: come mai questi sedicenti esperti, che nel giro di una notte hanno trovato la cura definitiva per la sclerosi multipla, vogliano tenersela tutta per sé? Perché non spiegare fin da subito di cosa si tratti? Se non altro aiuterebbero a cavare un ragno dal buco e a far luce su una questione fin troppo fumosa.

naturopath

Se non ci fosse nulla da nascondere, condividere la terapia 7toStand sottoponendola all’attenzione del mondo scientifico sarebbe la soluzione migliore: questi ne trarrebbe un enorme giovamento. Pensate a quante vite umane potrebbero cambiare, parenti dei malati inclusi, se una terapia del genere convincesse tutti con la sua bontà. Queste persone potrebbero mettere il mondo sottosopra semplicemente condividendo il loro sapere o le loro scoperte… e invece no, siamo noi quelli col cervello chiuso, la diffidenza e lo scetticismo, gombl8, bigghepharma, è tutto un interesse ci tengono a farci stammàle. Fidati, portaci alcune analisi, poi pagaci e vedrai.

Come si legge dal sito 7toStand,7tostand

Costi:

La spesa per l’intero protocollo è di Euro 2.000,00  comprensivi di medicinali e visite mediche, ed è regolato da fattura e scaricabile nelle spese sanitarie nella dichiarazione dei redditti [sic!].

Riassumendo, la presunta “nuova cura” non è una nuova cura, ma un mero protocollo non scientificamente testato che consiste in un paper incompleto con una spiegazione grossolana e vuota, redatta da perfetti incompetenti in materia. E no, non serve avere una malattia per dire “su di me funziona”: la Scienza non ammette eccezioni.

Se questo progetto è davvero così valido, chi mi dà le garanzie che non sia tossico, che non vi siano effetti collaterali e che sia effettivamente tutto così meravigliosamente perfetto come viene descritto? Non basta dire “è sicuro, ve lo diciamo noi che l’abbiamo fatto”: ci vogliono fatti, prove, analisi condotte con rigore riportate già nel paper. A questo servono le fonti.
Non basta che sia il fondatore dell’associazione nonché stesso promotore del protocollo a dirmelo: ci vogliono prove al di fuori di ogni ragionevole dubbio. Dove sono finite? A parte le testimonianze recitate al limite del ridicolo, dove sono le prove che questo faccia bene? Cosa ne pensa la comunità scientifica a riguardo?

Si sostiene che il protocollo restituisca risultati positivi e duraturi in 45 giorni. Come già accennato, esso prevede un cambio del regime dietetico accompagnato da una terapia di sostegno psicologico, una di tipo farmacologico non ben descritta e una terapia riabilitativa. Ma verso quale forma di sclerosi multipla? La durata degli effetti di questo protocollo non è presa minimamente in considerazione. Quanto durano gli effetti? Un anno, tre mesi, due giorni dal termine dei 45 di terapia? Possibile che non vi siano eventuali effetti collaterali? Quali sono gli effetti a lungo termine?

L’unico che mi sovviene sono i 2000€ di spese varie ed eventuali. Cosa c’entra con gli effetti a lungo termine? Nulla, ma un bel portafoglio leggero non ve lo toglie nessuno. Di sicuro è un effetto a lungo termine della terapia.
Non preoccupatevi, sono fatturabili e detraibili dalle spese sanitarie. Se si trattasse di una terapia sperimentale che segue tutti i sacri crismi delle terapie sperimentali, dunque avvallata dal Ministero della Salute e dall’ISS, i farmaci, le analisi di controllo e le visite sarebbero tutte gratuite, ovvero a carico del sistema sanitario italiano; è compreso anche il soggiorno in ospedale. Il malato si offre come volontario e viene dunque incluso nel protocollo della sperimentazione.

Di nuovo, cosa proporrebbe di innovativo questa “nuova” terapia per la sclerosi multipla? Perché sbandierarla come “la sconfitta della sclerosi multipla” e poi lasciarla tutta in segreto? Perché tutto questo mistero? Perché non inviare tutto agli esperti scientifici e condividere questa novità col mondo?

Ma soprattutto,

COME RIESCE A CURARE L’ARTRITE REUMATOIDE?

Forse perché qualcosa non quadra in tutte queste promesse. Forse perché neppure chi ha redatto quel paper ha la benché minima idea di come funzioni una terapia contro la sclerosi multipla, né tutte le malattie che pretende di curare. In compenso sa come far abboccare un pesce all’amo. In sole cinque lettere: FUFFA.

Per non parlare della pubblicità ingannevole e delle testimonianze a mio avviso pilotate. Niente a cui Vannoni non ci abbia già abituato, beninteso.

Statene alla larga. Restate scettici, restate diffidenti.

Il Ninth
(theninth@butac.it)

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!