L’olio di canapa e Rick Simpson: sciacalli e promesse

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In questi tempi di crisi, l’idea di sentirsi truffati da ciò che ci dava certezza ha conferito a taluni una paradossale atarassia: l’idea di essere al centro di un complotto diventa una insana passione, così accecante da comprendere una forte selettivitàDi fronte all’imperativo della reinvenzione, necessaria per sopravvivere alla crisi dell’informazione – lo spettro del fallimento e dell’anonimato a infestare le stanze dove scrivono – gli sciacalli scelgono di seguire questo trend in cerca di guadagno. Vecchi siti prendono così nuovi nomi, presentano a una nutrita schiera di uomini e donne al colmo della disperazione (anche malati) una lunga sequela di vuote promesse, in cambio di click pubblicitari. Così i disperati restano disperati e osannano i presunti “portatori della verità” mentre si prendono le loro speranze e i loro soldi dai click.

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Evoluzione Collettiva è uno di questi: seguendo il filone iniziato con Riccardo “Dionidream” Lautizi, il proprietario del sito ha deciso di riprendere un vecchio sito che nessuno conosceva (Frasideilibri) proponendo fra le tante cose cure fai-da-te per il cancro. Bisogna riconoscere però: almeno Riccardino Fuffolo ha la decenza di “pararsi il popò” scrivendo come disclaimer che ogni articolo “non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento“. (Però continua a copiare articoli dove si parla di questo perché… già, perché?). Evoluzione Collettiva lascia senza disclaimer una piena incitazione a curarsi da soli: si parla di cura efficace, di cura per ogni mali e si ha anche il monito ripreso dalle parole del santone di turno.

“Voglio che le persone sappiano come guarire se stesse.”

Nell’articolo in questione si parla con toni agiografici della vita di Rick Simpson, di cui avevamo già trattato brevemente in tempi non sospetti. Accenna all’opposizione ricevuta, senza entrare nel dettaglio. Il tutto per strizzare l’occhio a chi non ha fiducia nell’operato delle case farmaceutiche:

Rick Simpson […] ha guarito se stesso da un melanoma metastatico nel 2003 e da allora ha dedicato la sua vita a diffondere la verità sull’olio di canapa. Lungo il suo percorso ha incontrato una quantità assurda di persone in opposizione e la totale mancanza di sostegno da parte delle autorità canadesi, come pure le aziende farmaceutiche, agenzie governative per la salute e uffici delle Nazioni Unite.

Nel lettore si crea così la falsa convinzione secondo la quale, grazie all’olio di canapa, Rick Simpson abbia provato l’estasi dell’oro e che adesso sia una “vittima” dei poteri forti, pronti a impadronirsi di chissà quale oscuro segreto. Lungi da me voler fare un processo alle intenzioni e pur accertando la buona volontà di questa persona, una lettura attenta degli eventi rivela che Rick Simpson si sia autoingannato.

Skeptic Dictionary racconta molto bene la questione. Nel 2003 Rick Simpson aveva notato una macchia cutanea sul volto e decise di farsi aiutare dal suo dottore; questi rimosse la macchia e la sottopose a una biopsia. Prima che il dottore gli consegnasse i risultati, a Rick erano spuntati altri due “puntini” e si autodiagnosticò il melanoma di cui sopra. Avete presente quando cercate su Google “mal di testa”, e dopo cinque minuti e duecento risultati siete convinti di avere un tumore al cervello? Il discorso è più o meno quello. Con la sola differenza che Rick Simpson disponeva di un simpatico orticello di rape indiane, giusto accanto alle melanzane. Prendono benissimo, credetemi.

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Rick Simpson

Colse un po’ di germogli di canapa, ne fece un olio che nemmeno i Fratelli Carli, lo applicò sul proprio volto e a detta sua, i due puntini scomparvero. Applicò lo stesso olio anche su una presunta infezione che aveva sviluppato dall’operazione del dottore e, sempre a detta sua, l’infezione scomparve. Poi versò l’olio di canapa sulla psoriasi di sua madre e, sempre a detta sua, la madre scomparve la psoriasi svanì. (Le suocere di qualcuno, si sa, hanno l’intrinseca proprietà di essere dure a morire).

Nella realtà, Rick Simpson non aveva curato alcun melanoma metastatico, perché quel presunto melanoma era stato rimosso proprio dallo stesso dottore. Tutto il resto è un’invenzione dello stesso Simpson per mantenere viva la menzogna sull’olio di canapa.

La domanda sorge spontanea: perché Rick coltivava marijuana? Negli anni Settanta del Novecento aveva subito un trauma cranico, che lo afflisse con forti emicranie, fischi nelle orecchie e notti insonni. Lui ricorda di aver sentito parlare, penso alla radio, dei primi esperimenti in vitro sulle proprietà antineoplasiche dei cannabinoidi, di cui vi ho linkato ora il testo originale. Poiché si riteneva insoddisfatto dei medicinali finora prescrittigli e vedendosi rifiutata la possibilità dal medico di “curarsi con la canapa”, Rick decise di coltivare la pianta con foglie a sette punte in proprio. Raccolse un po’ di germogli, ne fece un bell’olio che nemmeno il Monini, lo applicò in qualche modo e a detta suala testa scomparve i dolori erano diminuiti, gli acufeni erano divenuti più tollerabili e la qualità del sonno era sensibilmente migliorata. Non aveva curato il suo trauma cranico, ma semplicemente migliorato i postumi dello stesso.

Curioso come una persona che assuma olio di canapa e che lo sbandiera come “cura per tutto” abbia poi sviluppato un tumore, non trovate? E quando dico tutto, intendo proprio tutto: cancro, AIDS, diabete, sclerosi multipla, morbo di Crohn, asma, depressione, EEE MACARENA! 

Non mi credete? Lo dice perfino Evoluzione Collettiva.

Rick ha trattato pazienti di qualsiasi condizione medica, tra cui: cancro, AIDS, artrite, sclerosi multipla, diabete, leucemia, morbo di Crohn, depressione, osteoporosi, psoriasi, insonnia, glaucoma, asma, ustioni, emicranie, regolamento del peso corporeo, dolore cronico e mutazione cellulare (polipi, verruche e tumori).

marijuana-handcuffs-hbtv-hemp-beach-tvE non costa niente, perché quello che fa Rick Simpson è solo “raccontare come si fa” – ricette come quella indicata dal sito Evoluzione Collettiva. Resta comunque una truffa: viene spiegata una cura inesistente per malattie reali, donando al malato un potere che non possiede. Inoltre, con la scusa di “non chiedere soldi”, tutta la ricetta sembra una scusa per lavarsi la coscienza nel caso in cui non funzionasse nulla. Voi ci avete provato… forse non ci avete creduto abbastanza, se il cancro vi sta ancora divorando.

A oggi, l’olio di canapa non ha dimostrato chiaramente e senza alcuna ombra di dubbio alcuna piena efficacia su nessuno dei 200 tipi di cancro. Sono stati fatti studi in vitro (tradotto: una fase preclinica) che dimostrano qualche forma di efficacia antitumorale per una forma di tumore, ma come sostiene il blog Cancer Research,

claims that this body of preclinical research is solid “proof” that cannabis or cannabinoids can cure cancer is highly misleading to patients and their families, and builds a false picture of the state of progress in this area.

Insomma, affermare che queste ricerche precliniche costituiscano solide “prove” per dimostrare la validità della cannabis o dei cannabinoidi per curare il cancro è altamente ingannevole. Non soltanto per i malati, ma anche per i genitori, gli amici, i figli; tutti pagano lo scotto della falsa speranza. Cosa che a Evoluzione Collettiva sembra fregare poco – tanto sono solo “articoli”, giusto?

C’è chi ha fatto anche dei paragoni inappropriati fra l’olio di Rick Simpson e l’olio di Lorenzo, il celebre olio per lenire i sintomi dell’adrenoleucodistrofia. Un’analogia che si ritorce contro chi la usa: citando l’ottimo pezzo di Noemi, l’olio di Lorenzo

è una terapia che in alcuni casi riesce ad arrestare il progredire della malattia, e nel caso che il bambino venga diagnosticato prima dei primi sintomi probabilmente riuscirà anche a condurre una vita normale, ma non è una cura dato che non riesce a far scomparire la malattia e nemmeno a riparare i danni che la malattia ha già fatto. [Inoltre,] la FDA americana considera ancora l’olio di Lorenzo come un farmaco sperimentale, e questo probabilmente perché la sua efficacia non è dimostrata. Può aiutare a garantire una qualità di vita migliore ai ragazzi affetti da questa malattia, ma non sempre funziona. Questo è ampiamente riconosciuto anche dalla Fondazione stessa, onlus che ad oggi si occupa di supportare le famiglie dei malati e la ricerca stessa.

Aggiungo anche che i coniugi Odone hanno studiato la Scienza dove dovrebbe essere studiate – quelle “fonti ufficiali” che gli inetti rifiutano perché non la capiscono. Noi non sappiamo nulla delle competenze o degli studi di Rick Simpson: tutto ciò che abbiamo è la sua passione smodata per la marijuana e il suo fervido attivismo nei suoi confronti. Di certo elementi non sufficienti per definire la bontà di un prodotto, come neanche la buona fede del soggetto che la diffonde.

Restate scettici, restate diffidenti. Siti come questi e personaggi come questi non hanno davvero a cuore la vostra salute: vogliono regalarvi solo false promesse guadagnando (con la pubblicità) sulla vostra sofferenza e disperazione.

Il Ninth
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