CANEMARE

Il sonno della ricerca per immagini su Google genera mostri. Lo sa bene chi gestisce la pagina di notizie fasulle ANZA, il quale ci propone questa presunta foto shock dal 6 dicembre 2014. Ritrae un uomo che lancia il cane, il proprio, in acqua.

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Segue ovviamente il solito appello gridato alla condivisione basato sulla pura emozione:

URGENTEEEEE…… VI CHIEDO DI CONDIVIDERE QUESTA FOTO PER PUNIRE QUESTO BASTARDO DI MERDA…GRAZIE A TUTTI VOI

Una rapidissima ricerca con Google Immagini ci restituisce nome, cognome, luogo di residenza del colpevole, casus belli della foto… e scopriamo che risale al 2009.

L’immagine è stata scattata a Hove, nell’East Sussex. In un post di maggio 2009, Crimeblog spiega bene la vicenda. Un passante avrebbe notato qualcosa di strano nel comportamento di un ragazzo intento a voler lanciare il proprio cane in acqua.

Le immagini [s]ono state scattate sabato pomeriggio da un passante, attirato dalla crudeltà usata da un uomo nei confronti dei suoi due cani, che non ne volevano sapere di tuffarsi in acqua.

Così l’uomo, non ancora identificato, ha afferrato i cani impauriti e li ha lanciati in acqua, più di una volta, per poi recuperarli e infine trascinarli violentemente in auto.

Le autorità sono state allertate quasi subito, ma quando sono giunte sul posto l’uomo era già andato via. Sulla vicenda è intervenuta anche la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals, RSPCA, che ha confermato che uno dei suoi investigatori sta studiando le foto scattate per decidere se è o meno il caso di proseguire.

Tempo dopo, l’autore della presunta violenza sugli animali si fa avanti: si chiama Scott Meredith, all’epoca era ventiduenne e vive in quel di Manor Close, Southwick. Questi ha spiegato che non c’era alcun intento crudele nel suo atto e ha raccontato la sua versione dei fatti.

Egli stava giocando con i suoi due cani, Missy e Cassie; entrambe erano ansiose di entrare in acqua. Mentre Missy si è lanciata subito, Cassie era piuttosto impaurita dalle onde, un pochino più alte del solito. Per incoraggiarla, Scott l’ha presa tenendo la mano sotto il collo (non intorno, attenzione!) e sotto la pancia, per poi lanciarla in acqua. Si è trattata di un’azione compiuta in virtù del rapporto fra Scott ed entrambi i cani, che conosce molto bene. Dopodiché, Scott avrebbe recuperato ambedue i cani per un semplice motivo: in spiaggia è vietato l’ingresso ai cani.

Missy jumped straight in. Cassie was yelling and itching to get in but the waves were up a little which put her off. So I picked her up with one hand under her neck and the other holding her belly and threw her. She loves it and once in the water she was fine. She wasn’t hurt and I only threw her in the once. I’m not worried about the police or RSPCA because I haven’t done anything wrong. The pictures look like I m throwing the dog high but only the angle of the photo makes it look like that. Even when I was pulling the dog out of the water, I wasn’t being cruel. I was just stopping her from crossing on to a beach where dogs are banned.

Le altre foto coinciderebbero con la versione dei fatti fornita da Scott riguardo il recupero. Personalmente però, avendo un cane in casa, so bene che spesso non è un bene prendere un cane per il collare, ma è pur vero che vi sono alcuni casi in cui una foto non tradisce perfettamente la sofferenza animale.

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Di questa storia non si hanno altre notizie in merito, ma molti altri siti di demistificazione d’oltremare si sono dedicati a questa storia, qualcuno già nel 2013. Cari amici di ANZA, se proprio dovete raccogliere like, cercate almeno di essere originali…

 Restate scettici, restate diffidenti. La vostra indignazione non è a comando!

Il Ninth
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