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Secondo la spietata logica anti-Big Pharma, affinché i cultisti delle teorie alternative possano godere di nuovi neofiti, basta presentare la stessa truffa sotto un altro nome, magari aggiungendo qualche cosa. L’effetto è ancora più forte se ci troviamo di fronte all’ennesima vittima della pseudoscienza, che nel bispensiero antiscientifico diventa il nuovo “eroe della salute”. Ce lo propone Le più belle frasi dei libri, ex pagina dedicata alla letteratura e ora votata alla pseudoscienza più stretta col nome di Evoluzione Collettiva.

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La sua cavalcata antiscientifica prosegue diffondendo bufale pseudoscientifiche mortali spacciandole tramite storie personali di presunti miracolati dei metodi alternativi. Il tutto per “far girare” il nome speculando sulla pelle dei malatiEvoluzione Collettiva riporta la storia di Vernon Johnston tramite una pessima traduzione di un articolo agiografico che loda il multiforme ingegno (…) dell’ennesimo eroe di borgata.

Vernon Johnston è un diverso tipo di soggetto sopravvissuto al cancro. Quando i suoi medici gli diagnosticarono un cancro alla prostata aggressivo al IV stadio, con metastasi alle ossa, non prese neppure in esame i programmi di trattamento tradizionali provati scientificamente.

Rispetto alla chemioterapia e la radioterapia, si dice che la terapia di Cesio produca risultati migliori. Sapendo questo, Vernon, pensò inizialmente di incominciare una cura a base di Cloruro di Cesio, che purtroppo non è mai arrivata a casa sua (l’aveva ordinata su internet), così decise di cercare vie alternative per aumentare i livelli di pH del suo corpo e optò per un metodo alternativo noto come “terapia pH elevato.” Ha finito per curare il suo cancro usando il protocollo con melassa e bicarbonato di sodio per curare la citotossicità, con la quale è stato in grado di aumentare i suoi livelli di pH di alcalinità.

Riassumendo, il signore in questione avrebbe trovato la cura definitiva al suo cancro mescolando bicarbonato e melassa. Capirete bene da dove nasca il mio scetticismo a riguardo: non è possibile che una persona abbia trovato la cura definitiva a una malattia così aggressiva, se neppure la Scienza ci è riuscita in tanti anni di applicazione del metodo scientifico. D’altro canto, viviamo in un’epoca in cui basta essere cantanti dei Sud Sound System per decidere il brutto e il cattivo tempo della Scienza…

Questa la ricetta di Vernon, un intruglio da seguire per quasi due settimane con cadenze precise: bicarbonato di sodio, melassa, potassio e cartine tornasole. Perché proprio le cartine tornasole? Secondo il mito di Johnston, il cancro sarebbe facilmente curabile grazie a “una dieta alcalina” da seguire per 12 giorni, suggerendo un regime “che sia almeno all’80% alcalino e 20% acido”Chi segue BUTAC ha già capito dove andremo a parare. La malsana idea è un misto fra il protocollo Pantellini e l’opera di Tullio Simoncini, due cure alternative altamente pseudoscientifiche che non hanno dimostrato alcuna efficacia e, in qualche caso, ha portato alla morte del paziente.

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Vernon Johnston

Di Simoncini sappiamo già abbastanza: una terapia mortale che prevede la somministrazione di una soluzione di fisiologica e bicarbonato direttamente endovena; una terapia assassina che ha già ucciso in Italia e in Albania. L’AGCM ha condannato il guaritore con una sanzione di 50.000 € e divieto di proseguire e pubblicizzare la sua attività, soprattutto su Internet. Non che questo abbia fermato la diabolica perseveranza di Simoncini: la storia di Vernon Johnston è la prova evidente di come certe idee abbiano in sé una virulenza unica, a tal punto da ispirare i disperati con l’illusione di poter curare chi è nella loro condizione.

Anche sul protocollo ideato da Gianfranco Valsé Pantellini abbiamo riportato la scarsità di prove scientifiche, ma mai come in questo caso repetitia juvant: oltre a muoversi secondo le assurde teorie di Simoncini, Pantellini parte dal presupposto della dieta alcalina, ovvero il manteimento di un pH fortemente basico per curare il cancro. Per amore della brevità, vi invito a leggere questo breve paragrafo di Salvo di Grazia, altresì noto come MedBunker:

In linea teorica quindi l’ipotesi di Pantellini non sarebbe sbagliata. Se riuscissimo a mantenere costantemente un ambiente cellulare libero da eccessi di ossidazione potremmo migliorare la qualità di vita ed il benessere. Diverso il discorso della “cura del cancro”: se il danno genetico è stato già provocato, ripararlo equilibrando l’ambiente cellulare è praticamente impossibile (con i mezzi di oggi).

È lo stesso principio sul quale fa leva anche il mortale protocollo Simoncini. In condizioni normali il pH del sangue varia fra 7.35 e 7.45. Valori lievemente basici che vengono mantenuti costanti grazie ai reni e  alla respirazione, oltre ad altri “sistemi tampone”. Oscillazioni verso un pH acido o basico sono indice di compromissioni organiche, che potrebbero rivelarsi fatali se non trattate adeguatamente. Una soluzione di 50 g di bicarbonato in un litro d’acqua a 25 °C ha un pH inferiore a 8,6. Un valore più alto o più basso del pH, considerato l’equilibrio preciso come quello del sangue, può comportare un’aggregazione proteica – altrimenti nota come denaturazione e altri deficit.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: come ha fatto quest’uomo a guarire dal cancro? Semplicemente, non lo ha fatto. Vernon Johnston aveva seguito in realtà una terapia ormonale al bicatulamide (noto come Casodex). Ma era troppo tardi: il cancro alla prostata si trovava in uno stadio troppo avanzato e col tempo sarebbe divenuto refrattario alla cura. Questo indizio sorge leggendo una delle mail pubblicate sul suo blog ufficiale, e che Vernon ha ridicolizzato.

Your PSA went to 0.1 and your bone lesions regressed temporarily as a result of your cassodex treatment. Unfortunately, you will eventually become refractory to hormone therapy.

Your body has a finely tuned mechanism to control pH. If you are not ill, you cannot vary pH more than around 7.35-7.45. Your urine pH has NOTHING to do with your actual ’tissue’ pH.

Un avvertimento che non è stato ascoltato, e che ha portato all’estrema conseguenza. Vernon Bruce Johnston è deceduto il 10 luglio 2014. Una morte annunciata e che in molti – specie chi vorrebbe curarsi con le terapie alternative – tendono a nascondere. (Ma non era Big Pharma a farlo?)

Una morte facilmente rimandabile, se avesse davvero seguito la terapia indicata. Perché dunque continuare a parlare di un defunto ed elogiarlo come fosse un vivo?

Un mero discorso economico per cavalcare il dolore del caro estinto recentemente scomparso e, allo stesso tempo, rimpinguare le casse. Nonostante la morte, il sito phkillscancer.com è ancora attivo e vende ancora il libro sulla “vittoria contro il cancro” di Vernon Johnston. Vittoria che non è mai avvenutaEvoluzione Collettiva continua a mentire e a pubblicare senza ritegno. Quei click suonano davvero dolci, nel buio silenzio di una stanza chiusa.

Gli sciacalli del dolore umano non si fermano davanti alla morte, anzi: la valutano alla stregua di chi ristampa i dischi di cantanti famosi dopo la loro scomparsa. Tanto, cosa comporta avere un cadavere in più sulla coscienza?

Restate scettici, restate diffidenti. “Il male che gli uomini fanno, sopravvive loro; il bene è spesso sepolto con le loro ossa” (Giulio Cesare, atto III, scena II). Forse il proprietario di Evoluzione Collettiva è divenuto una bestia, liberandosi del dolore di essere un uomo. Uno sciacallo come Dionidream, a cui importa solo essere tra i primi risultati di Google. Che volete che siano per lui, tre o quattro cadaveri morti di pseudoscienza…

Il Ninth
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Se volete scoprire qualcosa di più sull’origine del mito del pH, potete leggere qui (nd Neil)]

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