Vetro mio, vita sua, ‘tacci tua…

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Tempo d’estate. Quale migliore occasione per parlare un po’ dell’annosa questione “caldo e animali”?

Circola quello che, a parer mio, è il sogno dei nazianimalisti.

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HAI LASCIATO IL TUO CANE IN MACCHINA AL CALDO? ASPETTATI QUESTO!
In mancanza dell’intervento tempestivo, l’azione di “sfondamento” del finestrino può essere ritenuta legittima in forza dell’art. 54 del codice penale.

Esiste una giustificazione per questo danno? E come? Il testo che accompagna la foto è tutto un programma.

SE TROVO UN CANE CHIUSO IN AUTO AL CALDO, POSSO ROMPERE IL FINESTRINO?
In mancanza dell’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, l’azione di “sfondamento” del finestrino dell’automobile per salvare la vita dell’animale chiuso all’interno nel periodo estivo, può essere ritenuta legittima in forza dell’art. 54 del codice penale, il quale prevede la scriminante dello “stato di necessità”.Il proprietario dell’automobile potrebbe, però, sporgere querela per danneggiamento e quindi dovrà sostenere in ogni caso gli oneri del processo penale al fine di dimostrare la ricorrenza di una causa di non punibilità.
(Avvocato L. M.)

Il titolo sulla tab – la finestrella del vostro browser, per capirsi – è ancora più irrazionale e violento: “ora si puo’lo dice la legge” (sic!).

Questa è solo disinformazione bella e buona. Non lo “dice” la legge, né tantomeno “ora”. L’art. 54 CP esiste da anni e quello riportato è il semplice parere di un avvocato, che suppongo l’admin abbia copincollato da questo sito. Le parole di un avvocato non sostituiscono la sentenza di un giudice. Il post non cita alcun precedente giuridico, e neppure l’avvocato. Basterebbe una sentenza dalla Cassazione – e perfino in quel caso resterebbe tutto da prendere con le pinze, valutando situazione per situazione.

Visto che viene citato come riferimento, leggiamo cosa dice l’art. 54 CP (codice penale).

Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sè od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, nè altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

C’est à dire: state camminando per strada e notate fiamme uscire da un appartamento. C’è una signora che grida aiuto; voi, giustamente, accorrete a salvarla… ma scoprite che la porta è bloccata. Lo stato di necessità è ben evidente: non avete altra scelta, siete costretti a commettere un danno alla proprietà di qualcuno – sfondare la porta, in questo caso – per mettere una persona in salvo da un pericolo maggiore. Se poi siete un vigile del fuoco, o un poliziotto, siete due volte tutelati:

[q]uesta disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo.

Nel nostro caso, la nostra azione sarebbe giustificata SE E SOLO SE ci fosse una persona all’interno della macchina rovente. Ribadiamolo: un bambino come una persona, dunque, non un animale!

Non si tratta di una formulazione errata dell’astratto giuridico, né di linguaggio vago. La legge in questione regola lo stato di necessità in base alla presenza di una o più persone in pericolo. Di nuovo: “persone”, non “animali”.

Spesso si crede che non esistano leggi a tutelare i nostri amici a quattro zampe. L’ignoranza in materia genera paura, la paura porta alla rabbia; dalla rabbia sboccia il seme della violenza. Siamo così bravi a condividere tutto quello che ci passa su Facebook. Quanto vi costa una piccola ricerca su Internet?

Art. 500. Diffusione di malattia degli animali.
Chiunque cagiona la diffusione di una malattia alle piante o agli animali, pericolosa all’economia rurale o forestale, ovvero al patrimonio zootecnico della nazione, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Se la diffusione avviene per colpa, la pena è della multa da euro 103 a euro 2.065.

Art. 544-bis. Uccisione di animali.
1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni.

Art. 544-quinquies. Divieto di combattimenti tra animali.
1. Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà:
1) se le predette attività sono compiute in concorso con minorenni o da persone armate;
2) se le predette attività sono promosse utilizzando videoriproduzioni o materiale di qualsiasi tipo contenente scene o immagini dei combattimenti o delle competizioni;
3) se il colpevole cura la ripresa o la registrazione in qualsiasi forma dei combattimenti o delle competizioni.
2. Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, allevando o addestrando animali li destina sotto qualsiasi forma e anche per il tramite di terzi alla loro partecipazione ai combattimenti di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica anche ai proprietari o ai detentori degli animali impiegati nei combattimenti e nelle competizioni di cui al primo comma, se consenzienti.
3. Chiunque, anche se non presente sul luogo del reato, fuori dei casi di concorso nel medesimo, organizza o effettua scommesse sui combattimenti e sulle competizioni di cui al primo comma è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro.

(fonte: FederFIDA)

Notare come in questi articoli si parli espressamente di “animali”, non di “persone”!

Cosa dovete fare nel caso in cui il cane sia davvero in pericolo?

Se capita di imbattersi in una situazione del genere, dopo aver verificato che la macchina sia effettivamente esposta al sole, la prima cosa da fare è chiamare la polizia municipale. Secondo una sentenza della Cassazione del 2012 lasciare solo un animale all’interno dell’abitacolo costituisce un reato. Gli agenti di polizia, dunque, sono gli unici autorizzati a forzare l’accesso al veicolo, se necessario. (Giornale Motori)

Ricordate: lasciate fare alla Polizia, è autorizzata a forzare quando necessario.

Nel frattempo, ci sono alcune operazioni che possono ridurre il pericolo, come creare ombra mettendo alcuni fogli sul parabrezza o, nel caso i finestrini lascino uno spiraglio, provare a introdurre acqua per rinfrescare l’animale. Anche richiedere l’aiuto di un veterinario, nel momento in cui si riesca a estrarre il cane dall’auto, può rivelarsi di estrema importanza. (Giornale Motori)

E non dimentichiamoci

[a]lcune regole di primo soccorso da mettere in atto[:] bisogna spostare il cane in una zona all’ombra e raffreddare in modo graduale il corpo con l’ausilio di stracci bagnati. L’acqua, almeno inizialmente, non deve essere fredda, per non provocare uno shock termico che potrebbe essergli fatale. Gli stracci vanno posizionati sotto le ascelle, al livello del collo e al livello dell’inguine. L’ideale sarebbe anche far bere il cane, ma non bisogna forzarlo. (TuttoZampe)

Se sfondaste il finestrino o il parabrezza per salvare l’animale, si creerebbero una serie di problemi. Considerate che i frammenti e le schegge potrebbero ferire gravemente l’animale intrappolato, rendendolo inservibile. Se così fosse, il padrone potrebbe denunciarvi in virtù dell’art. 638 CP, comma 1.

Chiunque senza necessità uccide o rende inservibili o comunque deteriora animali che appartengono ad altri è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 309.

Se, oltre a ciò, vi siete lasciati andare a insulti o alla violenza,  il padrone può avvalersi della denuncia per aggressione fisica o verbale. Per non parlare poi della querela da parte del proprietario dell’auto.

[P]otrebbe [sporgere] querela per danneggiamento e quindi dovrà sostenere in ogni caso gli oneri del processo penale al fine di dimostrare la ricorrenza di una causa di non punibilità.

Queste parole non le ho inventate. Le ho riprese così com’erano dal post in questione: lo stesso avvocato non garantisce l’effettiva vittoria in sede di giudizio, proprio perché potrebbe essere dimostrata la non punibilità del fatto! 
Voi risponderete affermando di aver agito comunque per necessità, ma il fine non giustifica i mezzi, soprattutto quelli violenti. A ciò si aggiunga che non sta a voi decidere l’esito della controversia, ma al giudice. L’avvocato al massimo può decidere quali “scappatoie” adottare in base alla controversia, ma l’ultima parola spetta sempre al giudice. Se il dibattito dimostrerà che la macchina non fosse esposta al sole, o che i finestrini fossero in qualche modo abbassati, il giudice lascerà decadere il criterio di necessità a prescindere dalla vostra motivazione.

E indovinate su chi ricadrebbe la colpa?

DrWhoPointing

Non siate avventati e non sfondate niente. Niente panico e rinfrescate l’animale come meglio potete — SE potete. Se avete chiamato la Polizia, congratulazioni. Nella peggiore delle ipotesi, se dovesse morire, avreste il pieno diritto di denunciare il padrone.

Il Ninth

AGGIUNTA DI MAICOLENGEL

Chi abbandona un animale o un bambino piccolo in macchina sotto al sole è e resta un imbecille, che lo faccia per necessità o che lo faccia per distrazione poco importa, noi non stiamo dicendo che giustifichiamo il gesto o reputiamo che sia meno grave abbandonare un cagnolino piuttosto che un bambino, il Ninth ha solo cercato di fare chiarezza su quale sia la normativa vigente, per evitare la condivisione di bufale.

Concordo e sottoscrivo! – Ninth

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